La Nuova Sardegna

L’agghiacciante storia di Bruno

Il padre sacrificato per la pensione

di Giampaolo Cassitta
Il padre sacrificato per la pensione

Siamo passati dal ritorno spassoso del fu Mattia Pascal alla sparizione del corpo per restituirlo alla vita. Questi figli, questi parenti hanno creato una società non solo liquida ma invisibile

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Il soggetto ignoto oggi ha un nome e un cognome. Era morto da un anno ma per i figli, i conoscenti e chissà quante altre persone, Bruno Delnegro, 81enne di Trani, era ancora vivo e titolare di diritti come la pensione e l’utilizzo del conto corrente. La storia di provincia, in un’estate italiana appena cominciata, merita qualche piccola riflessione su ciò che siamo diventati, su quanto cinismo siamo riusciti a raccogliere nelle tasche della dignità, di come su questa terra si rimane visibili pur se si è passati a miglior vita. In altre parole: c’è un uomo che muore nel suo letto, per cause naturali. I tre figli, anziché predisporre un funerale e una degna sepoltura, pensano bene di lasciare in vita – e non certo per amore – il malcapitato, organizzando una terribile messinscena. Gli organizzatori del piano infilano la salma all’interno di un sacco a pelo. Con il cadavere del padre percorrono, da Trani, oltre 300 chilometri e abbandonano il corpo in un luogo sperduto dell’Abruzzo. Poi, con relativa calma, rientrano a casa e mettono in scena la macabra commedia: tutto deve continuare come se il padre fosse ancora vivo. Nessuno deve sapere e, per un anno, nessuno chiede del signor Bruno, nessuno lo va a visitare. Magari qualcuno chiede della sua salute e i figli, da buoni attori, raccontano di un padre cagionevole, allettato, non disponibile a ricevere visite. Ogni mese arriva regolarmente la pensione ed è un’ottima pensione: circa 3000 euro oltre la somma per l’accompagnamento. Tutti davanti al capezzale di un genitore malato con la compiacenza dei vicini, degli altri parenti, tutti convinti di avere a che fare con dei figli amorevoli, impegnati nell’accudire l’anziano genitore.

Poi, in una giornata di fine luglio del 2022 due escursionisti in gita nel Monte Sant’Angelo, in uno sperone roccioso chiamato “il nido delle aquile abruzzesi” scoprono un corpo lacerato, morso dagli animali. Sono resti umani. Appartengono ad uno sconosciuto. Quel corpo diventa, da quelle parti, soggetto ignoto. Le indagini sono difficili anche perché in zona non risulta scomparso nessuno. Tutto finisce. Fino a quando un tenente dei carabinieri si pone una domanda: se quell’uomo è deceduto per cause naturali, come ha fatto a finire in un sacco a pelo chiuso ermeticamente? Poi la vera traccia: una protesi femorale che si fornisce solo in alcuni ospedali. Così si giunge a Trani e si scopre l’imbroglio imbastito dai signori Delnegro. Il povero “soggetto ignoto” ha un suo nome e una degna sepoltura. La truffa denunciata e sicuramente i figli degeneri dovranno restituire i soldi indebitamente incassati oltre alla denuncia per soppressione di cadavere, indebito utilizzo di tessere bancarie per ritirare il denaro del defunto padre.

Cosa rimane di questa assurda storia di provincia? Il disamore, l’anaffettività di esseri umani (chiamiamoli così) che, beninteso non hanno neppure l’attenuante di aver agito per estrema indigenza, in quanto tutti lavoratori e ben retribuiti. Rimane, soprattutto, la mancanza di controllo di una rete sociale che, ormai, non esiste più. Si vive e si muore nei condomini di città silenti, occupate in altre faccende. Siamo sempre più attenti ad essere connessi nel mondo virtuale che non sappiamo ciò che accade in quello reale: dove si sopravvive, si soffre e si muore senza che nessuno chieda come sta il signor Bruno, senza che nessuno lo vada a visitare.

Siamo passati dal ritorno - spassoso – del fu Matia Pascal – alla sparizione del corpo per restituirlo alla vita. Questi figli, questi parenti, questi vicini, questi quartieri hanno creato una società non solo liquida ma invisibile, dove tutto è virtuale. Non meravigliamoci: ci sono migliaia di pagine di persone defunte ancora attive su Facebook che ricevono dagli amici virtuali gli auguri di buon compleanno. È il futuro bellezza, con buona pace del signor Bruno che non aveva messo nel conto di aver concepito dei figli così rapaci e crudeli.

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