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Torre di Capo Mannu, un fascicolo alla Forestale

di Claudio Zoccheddu
Torre di Capo Mannu, un fascicolo alla Forestale

SAN VERO MILIS. Un fascicolo che sta facendo il giro della Sardegna. Il contenuto del documento trasmesso dalla sede del Corpo Forestale di Cagliari a quella di Oristano riguarda i lavori di...

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SAN VERO MILIS. Un fascicolo che sta facendo il giro della Sardegna. Il contenuto del documento trasmesso dalla sede del Corpo Forestale di Cagliari a quella di Oristano riguarda i lavori di sistemazione della torre costiera di Capo Mannu ed è stato redatto da un cittadino in vena di chiarimenti dopo i lavori di sistemazione della torre del Capo.

Salvatore Manconi, infatti, ha seguito passo per passo le fasi di restauro di una della torri che rischiavano di avere lo stesso destino di quella di Scau ’e sai, crollata in mare durante il tardivo restauro avvenuto nell’estate del 2012. La torre di Capo Mannu è dunque finita al centro di un dossier inviato a Cagliari e rimbalzato fino a Oristano, in cui Salvatore Manconi chiedeva conto dei lavori in corso e delle modalità di restauro utilizzate per rimettere in sesto la torre, per provare a puntellare la struttura e contrastare l’erosione della scogliera su cui è stata costruita al tempo della dominazione saracena sull’isola.

Per farla breve, sul banco degli imputati c’è il muraglione di contenimento realizzato poco tempo fa dalla Conservatoria delle coste. «È una costruzione che altera l’aspetto del più alto costone roccioso del Sinis – afferma Manconi – e che ha dimensioni ragguardevoli. Si parla di una lunghezza di 35 metri, per due di altezza con uno spessore medio di mezzo metro». Il muraglione, tuttora incompleto, sarebbe stato realizzato per sostenere la torre. «Doveva essere una fortificazione per la torre costiera, che sarebbe dovuta essere restaurata. Invece, la torre è rimasta tale e quale ed è poco più che un rudere – racconta ancora Manconi –, mentre il muraglione è stato costruito sopra una cresta di roccia sporgente resa instabile dai precedenti crolli. Piuttosto che garantire la stabilità della torre, il muraglione ne mette in forse la sua stessa esistenza. Il sovraccarico causato dalla fortificazione – valutato in circa 50 tonnellate dallo stesso Manconi – metterebbe a rischio l’intera struttura, tanto da poter determinare un cedimento precoce».

Motivi più che sufficienti per chiedere conto pubblicamente di alcuni passaggi del progetto di salvaguardia delle torri scelto dalla Conservatoria delle coste. Nel fascicolo trasmesso al Corpo Forestale si chiede quale sia stato il costo dei lavori, quali siano i risultati delle valutazioni dinamiche effettuate sulla struttura appena realizzata e quale sia il risultato dei carotaggi dai quali dovrebbe risultare evidente il grado di sicurezza dell’intero restauro. La palla dunque, passa al corpo di vigilanza ambientale di Oristano che, su incarico dei responsabili di Cagliari, è stato chiamato a compiere le valutazioni del caso.

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