Uras, dolore e folla troppo grandi per l’addio a Sara
I funerali della ragazza morta in un incidente a Cagliari Tante persone hanno dovuto seguire il rito dal sagrato
ORISTANO. Troppo piccola la chiesa parrocchiale di santa Maria Maddalena per contenere tutti gli amici di Sara. Troppo grande il dolore per tutti e tanti non sono riusciti a trattenere le lacrime.
C'era davvero tutto il paese, e non solo, ieri pomeriggio a Uras per dare l'ultimo saluto a Sara Pinna, la ragazza morta su un cavalcavia di Cagliari nello schianto dell'auto sulla quale viaggiava con gli amici che aveva scelto per festeggiare in compagnia il ventiduesimo compleanno.
Una giornata quasi invernale quella di ieri a Uras. In chiesa, al riparo, hanno trovato posto solo quelli che sono arrivati con grande anticipo sull'orario fissato per i funerali. Tutti gli altri, diverse centinaia, hanno atteso nel sagrato e nella piazza davanti al sagrato sfidando il freddo e il vento, che si portava via anche le note dell'organo, i canti e le preghiere e le parole di conforto rivolte dal parroco del paese don Tulli Ruggeri ai familiari di Sara, il padre Christian, la madre Caterina e le due sorelle più piccole, ai suoi parenti, ai suoi amici e a tutti quelli che le volevano bene.
Del resto era brutto tempo a Uras anche quando avevano fatto i funerali della signora Vannina Piras a novembre e del marito Giampiero Pia all'inizio di febbraio, uccisi dall'alluvione che aveva devastato il paese. Anche allora la chiesa si era riempita e anche allora in tanti, come succede ancora nei paesi, avevano atteso la fine della cerimonia davanti al sagrato della chiesa per accompagnare poi in processione il feretro fino in cimitero. E ieri quando la bara bianca coperta di fiori ha varcato il portone della chiesa l'ultimo saluto per Sara è stato un applauso.
Domani, a Cagliari Procura e Polizia stradale riprenderanno le indagini. Cosa è successo ormai è purtroppo chiaro. Un errore e un cavalcavia preso contromano in una serata che doveva essere di festa poi lo schianto contro un' auto che viaggiava in senso contrario e la vita stroncata di una ragazza che la vita la amava e che per costruirsene una migliore non aveva esitato a trovarsi un lavoro lontano dal suo paese.
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