Il Comune vuol vendere i suoi beni
Bosa, nella lista delle proprietà spicca la ex scuola elementare della Marina
BOSA. L’ex ufficio di collocamente, l’ex scuola elementare di Bosa Marina, i fabbricati di proprietà comunale nel quartiere di Santa Caterina, l’area limitrofa al fiume Temo in prossimità del nuovo ponte, gli alloggi Erp di proprietà comunale. Questi gli edifici e terreni, alcuni dall’alto valore immobiliare, che la giunta municipale intende se possibile vendere. Questa almeno la proposta che l’esecutivo porterà in una delle prossime riunioni del Consiglio comunale, che ha la potestà di decisione sull’argomento.
La delibera relativa al piano di alienazioni e valorizzazione dei beni di proprietà comunale è stata approvata nei giorni scorsi. Spiccano, nella parte alta del lungo elenco, incastonati in una corposa tabella, una serie di beni di cui, evidentemente, l’attuale giunta ritiene sia arrivato il momento di disfarsi. Fabbricati e terreni che pesano sul fronte manutenzione ordinaria o straordinaria alle casse comunali e che andrebbero venduti. Anche perché, dalla loro alienazione, affluirebbero importanti risorse per l’ente.
In particolare campeggia per metri quadri e valutazione economica il caseggiato delle ex scuole elementari di Bosa Marina, 5162 metri quadrati valutato 2.222.000 euro. Quindi il fabbricato e l’area nel quartiere di Santa Caterina: dove i 2613 metri quadri complessivi vengono valutati in 910.000 euro.
Per i 1259 metri quadrati dell’ex Ufficio di collocamento e area limitrofa gli uffici stimano invece un possibile introito di 377.700 euro e per i circa 3660 metri quadrati dell’area vicino al ponte nuovo, la cifra si aggira sui 200mila euro. Mentre per gli alloggi di edilizia residenziale pubblica che fanno capo al Comune, di cui l’esecutivo propone la vendita, sarà necessario fare capo alle leggi vigenti per stabilire l’eventuale ammontare dell’alienazione.
Per tutti gli altri beni in elenco invece (principalmente aree prive di immobili) la giunta propone la valorizzazione. «Chiaramente il Consiglio può anche ritenere di decidere diversamente, ad esempio inquadrando alcuni beni nella valorizzazione o viceversa» spiega il primo cittadino Pierfranco Casula. La parola quindi passerà presto all’aula di Piazza Carmine, che dopo la necessaria discussione e valutazione, stabilirà il da farsi.
Alessandro Farina