Anima e competenza per il successo del sistema turismo
Ieri la prima giornata del Meet job promosso dall’università Di scena il corso di Economia e gestione dei servizi turistici
ORISTANO. Controtendenza fa rima con passione, anima, curiosità, preparazione e voglia di mettersi in gioco. Se un recente studio dell’Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema dell’Università e della ricerca ha di recente assegnato la maglia nera – l’ennesima – agli atenei italiani che salvo rare eccezioni peccano di troppa teoria e poca pratica, ecco che il Consorzio Uno, l’Università di Oristano, si muove ancora una volta in controtendenza. Mettendo in campo, con il suo Meet job, l’incontro tra gli studenti dei suoi corsi e le aziende del mondo del lavoro nel quale i ragazzi si preparano a entrare. Di scena, da ieri e fino a domani, le Giornate sugli sbocchi professionali del corso di Economia e gestione dei Servizi turistici. Questo è il corso con il quale, anno accademico 1996-97, ha fatto il suo esordio questa piccola e preziosa università, figlia dei due atenei isolani, Cagliari e Sassari, faticosamente impegnata a tenersi a galla – come ha sottolineato la presidente Pupa Tarantini nell’introdurre i lavori – in tempi in cui le scelte politiche non sono sempre premianti per le realtà decentrate quale quella oristanese.
Il bello del Meet job è che laureati ma anche studenti, hanno la concreta possibilità di accedere a tirocini formativi in aziende di assoluto rilievo nel campo del turismo isolano. Uno al Forte Village Resort di Santa Margherita di Pula, uno al Pullman Timi Ama – catena Accor – di Villasimius, due tirocini alla Demi Lavanderia industriale, una delle più importanti società che si occupa di servizi per gli alberghi e la ristorazione. L’altro elemento di interesse è che l’organizzazione del Meet job Egst è reso possibile dalla collaborazione dell'Associazione studentesca del corso di laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici: gli studenti hanno letteralmente messo mano alle risorse loro assegnate e le hanno rese disponibili per contribuire alle spese vive di queste tre giornate.
A raccontare le loro esperienze, personaggi di indiscusso calibro del mondo turistico. A partire da Claudio Mitidieri, responsabile del settore Risorse umane del Forte Village Resort. Al ruolo dallo studio, si affianca «ancora di più la capacità di aggiungere il valore aggiunto della passione, di disporsi ad imparare e a mettersi in gioco. Serve l’entusiasmo, noi possiamo formarvi ma voi dovete avere dentro la capacità di sentirvi parte di un sistema dove tutti, dal cameriere al lavapiatti al direttore concorrono nel rendere eccellente il servizio», ha sottolineato, ricordando anche la lezione del fondatore della catena, quel Charles Forte, partito dalla Ciociaria ai primi del ’900 e poi diventato un Pari d’Inghilterra. Aveva fatto anche il lavapiatti e gestito una latteria, lord Forte. Ma stringeva le mani, riconoscente, salutando gli ospiti che soggiornavano nei suoi alberghi (quando li incontrava, alla fine la catena aveva 1200 hotel in tutto il mondo).
Umiltà, la parola d’ordine di Daniele Bassetti, direttore operativo del Pullman Timi Ama di Villasimius. «Quando andai a fare il primo esame all’Università, arrivai senza tenere conto di quel che diceva il professore: se vi presentate qui senza uno stage di almeno due mesi, sarete bocciati». Detto, fatto. Più del buonsenso, potè la supponenza, e il giovane Bassetti si trovò defenestrato. Ma con una lezione, importante: mai sottovalutare «il mondo del lavoro, quello vero, che troverete molto diverso da ciò che state leggendo sui libri e che pure è fondamentale, perché senza studio non si va da nessuna parte». Quindi, un percorso vario di esperienze, portierato notturno, ricevimento, una costante ricerca di nuovi stimoli e, su tutto, la capacità di mettersi in gioco. L’approdo al Timi Ama , e alla corte Accor, con il faro della formazione continua, essenziale, anche a detta di Bassetti. Che ai ragazzi in platea ha suggerito una ricetta: «Tirate fuori il valore dell’accoglienza che nessuno vi può inculcare. Imparate a trarre il massimo dagli stage, non guardate l’orologio. Non pensate “mi sfruttano”: state sicuramente guadagnando di più dell’azienda che vi sta formando. E che, una volta formati, ha tutto l’interesse a trattenervi». Facile facile, detta così. Ragazzi ipnotizzati, in platea. Il mondo del lavoro non sembra poi così lontano.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
