La Nuova Sardegna

Oristano

Arborea aderisce al Consorzio industriale

Sì dei consiglieri comunali di maggioranza (uno astenuto). L’opposizione non ha partecipato al voto

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ARBOREA. Il consiglio comunale ha votato a maggioranza l’adesione al consorzio industriale provinciale di Oristano. Durante la seduta di consiglio di ieri infatti la maggioranza, con la minoranza che è uscita dall’aula (un consigliere di maggioranza si è astenuto), ha approvato la proposta di adesione.

Nonostante la petizione firmata da più di 300 cittadini e la richiesta della minoranza di rinviare la seduta per poter prima organizzare una o due sedute pubbliche in cui illustrare la questione alla cittadinanza e coinvolgerla nella decisione, l’adesione è stata ormai ufficializzata.

«Non si è tenuto conto nè della petizione popolare né della nostra richiesta di seduta straordinaria da parte nostra, né di una nota dell’azienda 3A che chiedeva di rinviare l’adesione, per valutare meglio tutta la situazione – commenta il consigliere Giuseppe Sanna –. Per questo siamo usciti dall’aula, non condividiamo assolutamente il modo poco democratico con cui si è presa questa scelta».

I cittadini che avanzano perplessità riguardo a quest’adesione temono infatti che il consorzio industriale possa imporre l’insediamento di attività potenzialmente dannose per l’ambiente, la salute pubblica e l’economia agroalimentare del territorio.

Ma la maggioranza rassicura sull’impatto dell’adesione: «Con la nostra delibera abbiamo vincolato e protetto il territorio, abbiamo specificato che la nostra adesione è vincolata al fatto che le attività devono essere compatibili con il nostro comparto zootecnico e ortofrutticolo, non devono avere impatto ambientale e sanitario come inceneritori, impianti di stoccaggio e lavorazione materiali pericolosi, eccetera – spiega il sindaco Pierfrancesco Garau – perciò il nostro territorio è protetto, poi magari saranno loro del Cipor che non accetteranno queste clausole e ci diranno che la nostra adesione non è più attuabile, staremo a vedere, ma in ogni caso finchè ci sarò io sindaco qui la Saras non metterà piede».

La querelle in aula non ha riguardato solo l’adesione al Cipor, ma anche la convocazione del consiglio e la mancata discussione nella scorsa seduta degli argomenti presentati dalla minoranza. Continua infatti il dibattito tra maggioranza e minoranza: «Il consiglio non poteva essere convocato oggi con ben 17 punti all’ordine del giorno e addirittura in seduta ordinaria, senza contare il modo strumentale in cui nell’ultima seduta si è evitato di discutere i nostri temi presentando strumentalmente la pregiudiziale» commenta Sanna.

Ma il sindaco Garau è sereno: «Ho risposto al servizio agli enti locali spiegando le mie motivazioni, le loro osservazioni non hanno fondamento».

Cristina Diana

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