La Nuova Sardegna

Oristano

La Giara del mistero tra Shardana e monoliti

di Ivana Fulghesu
La Giara del mistero tra Shardana e monoliti

Tra Setzu e Genoni i resti di quello che potrebbe essere un antico villaggio La sensazionale scoperta annunciata in un articolo su Sardegna Magazine

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LACONI. Un territorio misterioso, una vegetazione selvaggia che nasconde i segreti del tempo.

Si presenta con un grande fascino il territorio della Giara non solo per la natura incontaminata e i famosi cavallini dagli occhi a mandarla, ma ancora di più per l' inesplorato.

E se non mancano le occasioni per promuovere visite guidate, non ultima quella degli invasori digitali che hanno immortalato e condiviso in rete immagini e suggestioni, per i turisti in arrivo nei prossimi mesi la Giara sarà probabilmente una delle tappe d'obbligo nell'itinerario del viaggio in Sardegna.

Merito di un rinnovato interesse è la presentazione del territorio nel magazine di promozione turistica della Regione “Sardegna magazine”.

Nella pagina dedicata alla cultura è presente un ampio approfondimento su una grande scoperta: la presenza di una città Sahardana nella foresta della Giara.

“The Great discovery” è il titolo del servizio i cui contenuti sono esclusivamente in inglese e in russo, si rivolge ai turisti stranieri con l’intento di servire meglio i flussi turistici provenienti dai paesi dell’Est. Ancora una volta protagonisti della storia sono gli Shardana, gli invincibili popoli del mare.

La clamorosa scoperta, sulla quale non esistono ancora riconoscimenti ufficiali, è dello studioso Leonardo Melis che nella zona della Giara di Setzu e Genoni indica la presenza dei resti di un villaggio.

"C'è inoltre – si legge nel testo del servizio – una casa nobiliare con una piscina, un ingresso monumentale e strani mono-liti che ricorda quelloben più famoso del film Odissea nello Spazio di Stanley Kubrick... Un altro curioso ritrovamento è una pietra circolare con delle sezioni che fanno pensare ad un calcolatore del tempo, i calendari Shardana, erroneamente ritenuti semplici oggetti decorativi e noti col nome Pintaderas».

Una nuova ipotesi anche sull' origine, finora incerta, dei cavallini, l'attrazione principale della Giara.

Secondo quanto riportato nel servizio: «I cavalli furono portati dai Shardana e così sono rimasti allo stato brado sulle alture della Marmilla».

Insomma, un territorio decisamente poco scontato che tiene in serbo ancora tante sorprese.

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