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Oristano

Arborea, minacciano il suicidio e riescono a evitare lo sfratto

di Caterina Cossu
Arborea, minacciano il suicidio e riescono a evitare lo sfratto

Momenti drammatici e di grande tensione quando i carabinieri si sono presentati alla famiglia Spanu Il capofamiglia ha imbracciato un fucile, la moglie ha impugnato un coltello. Il legale: serve mediare

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ARBOREA. «Loro non potevano sapere che quella era una canna di fucile scarica. Ma io sì e so cos’ho rischiato oggi. È stata la forza della disperazione a farmi agire cos»”. Quando ieri mattina i carabinieri hanno sfondato la porta laterale della casa di Giovannino Spanu, una canna di un fucile da caccia semiautomatico è spuntata dal varco. Un gesto estremo, accompagnato da minacce di suicidio e gesti sconsiderati, se la forze dell'ordine non avessero interrotto l’esecuzione dello sfratto. È stato il quarto tentativo di eseguire il decreto del tribunale di Oristano, terminato con un nulla di fatto. L’azienda a conduzione familiare della strada 22 di Arborea è stata venduta all’asta nell’estate del 2012, ma è da gennaio dello scorso anno che gli Spanu si difendono con ogni mezzo, supportati negli ultimi mesi da un movimento di cittadini che ha creato un presidio permanente di fronte alla loro azienda agricola. Ieri la situazione più grave mai verificatasi. «Mia moglie aveva già un coltello puntato alla gola e gridava che si sarebbe ammazzata, ma non si sono fermati. Dentro casa con noi c’erano le mie due figlie, che urlavano. Uno dei miei figli, Francesco, era barricato nella casetta a fianco, con la moglie, e per fortuna i bambini erano uno all’asilo e l’altro a scuola». È lo stesso Giovanni Spanu a ricostruire quegli attimi concitati. Sua moglie, Bernadette, ha mantenuto la stessa lucidità e determinazione. «Ero pronta a compiere un gesto estremo come farmi del male, o peggio, e lo farei ancora». I militari non sono riusciti a cogliere gli Spanu di sorpresa. Un amico della famiglia già dalle 8 del mattino ha visto almeno sei macchine dei carabinieri davanti alla caserma di Arborea. Troppe, per una giornata normale, e ha intuito subito che cosa ci facessero lì. Così, ha dato l’allarme. L’avvocato della famiglia, Alberto Appeddu, ha raggiunto gli Spanu e ha assunto l’impegno di attivare un tavolo tecnico di trattative. «Stiamo parlando di una famiglia di dieci persone, con due anziani, una ragazza malata e due bambini piccoli che, se sfrattati, non sapranno dove andare — ha spiegato —. Questa è una questione che va risolta con il buonsenso». Stamattina inoltrerà gli inviti a partecipare alla mediazione al prefetto e al questore di Oristano, al sindaco di Arborea, al presidente della Provincia, al comandante dei carabinieri di Oristano e ai legali rappresentati delle tre banche che si sono attivate per permettere alla famiglia di trovare i soldi da restituire al compratore. «La banca popolare di Arborea ha chiesto garanzie per il prestito alla Sardafidi e poi ad Agrifidi — conclude l’avvocato Appeddu —, stiamo aspettando fiduciosi chesi mettano d’accordo». Il legale ha lanciato, infine, un appello anche all’arcivescovo di Oristano e a quello di Cagliari, nonché ai presidenti regionale e provinciali della Caritas, affinché «facciano una visita di solidarietà alla famiglia Spanu».

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