La Nuova Sardegna

Oristano

Area marina, pesca sport riservato ai residenti

di Claudio Zoccheddu

A Cabras il divieto sta creando malumori da parte delle società da diporto Il direttore dell’Area: «Subordinata a una autorizzazione che non possiamo dare»

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CABRAS. Un proverbio cinese dice che c’è un tempo per pescare e uno per far asciugare le reti. La saggezza con gli occhi a mandorla è però messa a dura prova dall’ultima notizia che riguarda la gestione e l’utilizzo dell’Area marina protetta da parte dei pescatori sportivi. La prossima estate, salvo sviluppi dell’ultima ora, solo i diportisti residenti nel Comune di Cabras potranno immergere gli ami nelle acque del Sinis. Chi non risiede in laguna sarà costretto a rinunciare alle battute di pesca a bolentino, a traina o con la canna fissa. L’imposizione, a dire il vero, è vecchia di due anni anche se fino a poco tempo fa non se n’era mai sentito parlare. Il divieto era infatti compreso all’interno del decreto di riperimetrazione della riserva marina del Sinis, un documento divenuto ufficiale nel 2012 a ma rimasto oscuro fino a poco tempo fa, perlomeno sotto questo punto di vista. Il divieto di pesca per i non residenti, infatti, sarebbe dovuto essere in vigore anche l’anno scorso, quando una delle associazioni dei diportisti dell’oristanese aveva addirittura organizzato una gara di pesca. Una competizione aperta a tutti i soci, senza discriminazione di residenza. A distanza di due anni, la doccia fredda. La pesca dai gommoni, dai boston e dagli scafi in vetroresina sarà un’esclusiva per i cabraresi. Una limitazione che, ovviamente, ha messo sul sentiero di guerra tutti gli appassionati di pesca e di diporto. I naviganti si sono dati appuntamento a venerdì, quando è stata convocata una riunione di cui è facile prevedere l’ordine del giorno. Si parlerà del divieto di pesca e lo si farà in termini poco lusinghieri. Ai diportisti la notizia non è andata giù. Vietare la pesca sportiva a chi non è residente è considerato un provvedimento dubbio che, anzi, potrebbe danneggiare l’immagine del territorio. I pescatori sportivi dovrebbero incidere molto marginalmente nello sforzo di pesca a cui è sottoposto il mare del Sinis considerato il numero per nulla eccessivo delle imbarcazioni e il limite di 5 chili di pescato a cui ogni pescatore sportivo deve attenersi. Il rimedio, però, esiste. Il divieto è figlio della mancata approvazione del regolamento di esecuzione della riperimetrazione dell’Amp da parte del Ministero e non è una limitazione assoluta: «Infatti non è vietata la pesca ai non residenti», ha detto ieri il direttore dell’Amp, Giorgio Massaro, «ma l’attività deve essere svolta dopo aver richiesto un’autorizzazione che però, al momento, non possiamo rilasciare». Per superare il blocco è necessario che il Ministero approvi il regolamento d’esecuzione: «Abbiamo chiesto un incontro per provare ad accelerare i tempi», ha aggiunto Massaro. Insomma, non resta che attendere.

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