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Oristano

Videocamere o recinzione, ecco le misure anti-vandali

di Enrico Carta
Videocamere o recinzione, ecco le misure anti-vandali

Tra poche settimane iniziano i lavori per l’installazione in tre zone del parco L’assessore Efisio Sanna: «Saranno un ottimo deterrente contro chi danneggia»

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ORISTANO. Videocamere di sorveglianza, recinzioni e chiusura notturna o tutto deve restare com’è? Facendo un giro tra i giardini pubblici di viale Repubblica, pochi sembrano gli amanti della situazione attuale. Chi frequenta il parco o semplicemente chi alle cose pubbliche dà un minimo di valore è stanco di vederlo in balìa di vandali o di chi, impunito, continua a rovinare una delle zone più frequentate della città.

Dopo l’ultimo episodio di vandalismo, con qualcuno che ha rovinato l’altalena per i disabili che il Comune aveva appena fatto installare assieme ad altri giochi, è chiaro che le cose non rimarranno quelle di sempre. In realtà, l’amministrazione aveva già in programma di installare le videocamere di sorveglianza, primo passo verso la tutela della zona. Non sembra, per ora, che si andrà oltre sia perché le si ritiene già un notevole deterrente contro le azioni di piccole bande di teppisti sia perché una recinzione, oltre che costare parecchio, forse potrebbe creare anche dei malumori.

La novità, peraltro già annunciata, è ormai imminente. Nel giro di un mese inizieranno infatti i lavori per l’installazione delle telecamere di videosorveglianza. Ne saranno piazzate tre, che andranno così ad aggiungersi a quelle già presenti in varie zone del centro storico, ma il lavoro non sarà altrettanto semplice e soprattutto risulta parecchio costoso. L’amministrazione spenderà circa 45mila euro per tre videocamere, ma il vero problema da superare è stata l’assenza della fibra ottica. Per la sorveglianza nel parco di viale Repubblica si sono dovranno utilizzare dei dispositivi wi fi e in più bisognerà far arrivare l’energia elettrica in punti sinora non coperti.

Basteranno le telecamere? La risposta la si avrà tra qualche tempo, ma sull’eventualità di una recinzione e dell’apertura del parco solo in determinati orari, l’assessore Efisio Sanna non è d’accordo: «Recintarlo sarebbe come ridurre gli spazi e i tempi di fruizione. Penso che la videosorveglianza sarà sufficiente per evitare che si ripetano atti vandalici che costringono l’amministrazione a spendere continuamente per riparare i giochi». Del resto ci sono da fare i conti anche con il portafogli e, visto che le casse dell’amministrazione non sono esattamente pienissime, spendere 400mila euro per una recinzione al momento sembra una montagna troppo alta da scalare.

Eppure l’idea di recintare tutto non dispiace nemmeno al comandante della polizia locale, Rinaldo Dettori: «Sarebbe la cosa ideale. Le telecamere sono un ottimo deterrente, ma di certo non bastano. Sicuramente ci consentono di controllare la zona in maniera molto più semplice e rapida, soprattutto durante il giorno. Non impediscono però del tutto che si compiano reati. Per ora comunque abbiamo l’esempio del centro storico, dove i casi di vandalismo sono nettamente diminuiti».

Alla voce del “palazzo” segue quella dei cittadini. Marco Loi ha un punto di osservazione particolarmente favorevole, come quello dell’edicola dei giardini pubblici in cui lavora: «Credo che siano sufficienti le telecamere. Il parco è frequentato di notte solo durante l’estate, ma negli altri periodo è vuoto e al massimo c’è qualche giovane». Situazione quindi che viene ritenuta tranquilla, però la recinzione piace a molti. Ad esempio a Gianni Murgia, commerciante di articoli sportivi in viale Repubblica: «Sono favorevole e dev’essere aperto con orari prestabiliti come avviene in tutte le città, se vogliamo che resti pulito e non ci siano danneggiamenti. Oltre ai giochi continuamente presi di mira, ricordo anche che il monumento ai Caduti del mare viene continuamente imbrattato». E sul fatto che serva maggiore sorveglianza non ha dubbi il signor Alessandro Mocci: «C’è l’esigenza anche durante il giorno. La videocamere sono il minimo perché spesso la situazione è fuori controllo e il parco è in balìa di bande di ragazzini o di persone a passeggio col loro cane, che non rispettano le regole. Ma io mai ho visto che a qualcuno sia stata fatta una multa».

Per la signora Nina Cossa il passo da fare è addirittura maggiore: «Videocamere, recinzione e orari di chiusura sono indispensabili. Serve però anche la presenza di un guardiano, perché il problema non è solo quello del daneggiamento dei giochi. Bisogna anche fare i conti con gli animali, i loro padroni e la sporcizia. È anni che lo dico, ma....»

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