«La scuola civica di musica torni in città»
Ai Riformatori non è piaciuto il trasferimento nei locali di Silì e per questo si rivolgono al sindaco
ORISTANO. «Riportate nello stretto perimetro urbano la Scuola civica di musica».
Lo avevano chiesto a giugno dell’anno scorso, in cinquanta, fra genitori e allievi della scuola, con una petizione rivolta al sindaco, ma, a quanto sembra, rimasta ancora senza risposta. Da qui un nuovo passaggio, con la veste dell’ufficialità della interrogazione allo stesso primo cittadino, a questo punto obbligato a fornire una risposta.
Ora il problema sarà affrontato dal Consiglio comunale. Daniela Nurra, del gruppo di minoranza “Riformatori sardi”, ha infatti trasformato la questione in una interrogazione urgente con richiesta di risposta in aula.
L’anno scorso la scuola di musica era stata trasferita nella sua attuale sede, l’ex edificio scolastico di Silì, troppo lontano, a giudizio dei genitori dei bambini e dei ragazzi che la frequentano.
«Il decentramento ha impedito a molti utenti di poter frequentare. Agli studenti adulti che non posseggono un’automobile, il problema riguarda i ragazzi più giovani, che, non potendo recarvisi da soli, devono essere accompagnati impegnando quindi genitori, parenti o affini», scrive Daniela Nurra, che spiega come questa situazione sia a dir poco paradossale per una scuola civica, istituita nel 1998 per supplire alle lacune presenti nella scuola statale in materia di cultura musicale.
Un’istituzione importante, che consente a tanti, adulti e ragazzi, di seguire percorsi formativi differenziati, compreso lo studio della musica sarda tradizionale.
A quanto pare i disagi non riguarderebbero solo gli studenti della scuola ma anche gli abitanti della stessa frazione del capoluogo.
Si legge infatti nell’interrogazione che «il trasferimento della sede della Scuola Civica di Musica presso i propri quartieri non ha comportato alcun effetto positivo per gli abitanti, ma anzi disagio, visti i problemi di traffico e congestione di circolazione, data anche la tipologia delle vie e il fatto che, essendo le lezioni della durata di 40 minuti, gli accompagnatori, aspettano che si concluda la lezione fuori dalla scuola e perciò contribuiscono a rendere poco agevole la circolazione e il transito nelle vie limitrofe».
Da qui l’iniziativa del consigliere dell’opposizione che sollecita gli amministratori «a far sapere se e come intendano risolvere questo enorme disagio nei confronti degli utenti che pagano regolarmente la retta e del perchè – conclude l’interrogazione – a prescindere da quale fosse la risposta e decisione, non sia stato dato alcun riscontro ai firmatari della petizione».