La Nuova Sardegna

Oristano

ARBOREA

“Sfrattato” il delfino: per i pescatori danni per 150mila euro

“Sfrattato” il delfino: per i pescatori danni per 150mila euro

ARBOREA. È durata esattamente 22 giorni la vacanza del delfino Felice nella peschiera di S'Ena Arrubia. Giovedì scorso il mammifero è stato “accompagnato” alla porta nel corso di una delle...

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ARBOREA. È durata esattamente 22 giorni la vacanza del delfino Felice nella peschiera di S'Ena Arrubia. Giovedì scorso il mammifero è stato “accompagnato” alla porta nel corso di una delle operazioni predisposte dalla task force allestita dalla Regione per riportarlo in mare aperto. Una equìpe formata dai biologi della Riserva marina del Sinis e del Cnr, dalla forestale, dalla Capitaneria di porto e dai pescatori del Consorzio. In precedenza erano falliti altri due analoghi tentativi a causa delle pessime condizioni meteo marine. Giovedì pomeriggio la prontezza di riflessi dei pescatori e degli uomini della Capitaneria ha permesso di chiudere una storia che aveva fatto il giro d'Italia, appassionando tantissima gente. «È stato un attimo, un colpo di fortuna – ha raccontato Giuseppe Vacca, il presidente del consorzio di pesca Sant'Andrea –. La bassa marea e il vento aveva tenuto lontano dalle paratoie il delfino. Ma nel primo pomeriggio si è avvicinato improvvisamente ai lavorieri ed abbiamo deciso di tentare l'operazione». I pescatori hanno calato alle spalle del mammifero una robusta e lunga rete bloccandogli di fatto lo spazio alle spalle. Il comandante della capitaneria, il capitano Rodolfo Rauteri, insieme a Giuseppe Vacca si sono lanciati in acqua ed hanno sospinto Felice verso le paratoie lasciate appositamente aperte. «Abbiamo smosso l'acqua e provocato un baccano infernale tra la rete e il delfino – ha raccontato il comandante Rauteri – tanto che non ha opposto alcuna resistenza ed è entrato nel canale che collega lo stagno con il mare aperto». Felice ha potuto riassaporare poco dopo la libertà dopo quel periodo di prigionia forzata. Era entrato nella laguna proprio il 1 maggio, festa dei lavoratori. Ma per tutti questi giorni i pescatori non hanno certo potuto lavorare proprio per la ingombrante presenza del mammifero. I pescatori non hanno fatto ancora una stima completa dei danni subiti ma tre settimane di lavoro vanificato potrebbero essere costati alle casse del Consorzio non meno di 150 mila euro. «Da allora non abbiamo potuto nemmeno “arsellare” – ha spiegato il presidente Vacca – ed abbiamo ridotto all'osso anche l'attività di pesca. Il delfino, infatti, bloccava sia i lavorieri che l'arrivo del pesce dal mare aperto. Non è un caso che all'interno dei lavorieri oramai non c'era più nemmeno un pesce». Sarà stata pure una vacanza a “sbafo” quella di Felice ma il suo habitat naturale rimane sicuramente il mare aperto.(e.s.)

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