La Nuova Sardegna

Il processo

Assalto ai portavalori in Toscana, la banda dei sardi a processo – TUTTI I NOMI

di Nadia Cossu
Assalto ai portavalori in Toscana, la banda dei sardi a processo – TUTTI I NOMI

I 12 imputati hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, sono accusati di rapina aggravata, detenzione e utilizzo di armi da guerra

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Sassari Un’azione fulminea, preparata nei minimi dettagli e portata a termine con modalità militari. Ieri mattina si è aperta davanti al gup del tribunale di Livorno Francesca Mannini una nuova fase processuale dell’assalto ai furgoni portavalori della società Battistolli (B.T.V.), avvenuto il 28 marzo 2025 lungo la SS1 Variante Aurelia, all’altezza di San Vincenzo.

Nell’aula al primo piano del palazzo di giustizia, alla presenza di tutti gli avvocati difensori, i dodici imputati – attualmente detenuti nelle carceri di Sassari, Oristano, Cagliari e Livorno – hanno partecipato all’udienza preliminare in videoconferenza. Devono rispondere, a vario titolo, di rapina aggravata, detenzione e utilizzo di armi da guerra, furto di veicoli e targhe e ricettazione di mezzi rubati. Presumibilmente gli stessi utilizzati per organizzare e poi mettere in atto il colpo milionario.

In apertura c’è stata la costituzione di parte civile della Battistolli, società proprietaria dei furgoni portavalori assaltati. Le difese si sono opposte, sollevando questioni di natura formale, ma dopo una breve camera di consiglio il giudice ha respinto le eccezioni, ammettendo la parte civile al processo.

Nel corso dell’udienza, il pubblico ministero Ezia Mancusi ha inoltre formulato ulteriori contestazioni nei confronti di uno degli arrestati, Antonio Moni, relative alla detenzione di armi, munizioni ed esplosivi all’interno della sua azienda, aggravando così il quadro accusatorio nei suoi confronti.

Tutti gli imputati hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato, subordinando però la richiesta all’ammissione di consulenze tecniche di parte, in particolare sull’analisi delle celle telefoniche e dei contatti tra gli indagati. Il giudice ha accolto la richiesta, disponendo il rito e fissando un primo calendario delle udienze.

La prossima, a maggio, sarà dedicata agli esami degli imputati e alle eventuali dichiarazioni spontanee. A seguire, è prevista la requisitoria del pubblico ministero e l’intervento della parte civile.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, il gruppo avrebbe agito con una pianificazione meticolosa: dopo aver bloccato i mezzi portavalori con veicoli rubati, i componenti del commando – con il volto coperto – avrebbero minacciato le guardie giurate, costringendole a scendere e a consegnare le armi. Uno dei furgoni sarebbe stato fatto saltare con l’esplosivo, consentendo alla banda di impossessarsi di 3.082.754 euro su oltre 4,6 milioni trasportati.

Le indagini, condotte attraverso intercettazioni, pedinamenti e l’analisi di numerose telecamere di videosorveglianza, hanno permesso di ricostruire spostamenti e ruoli del gruppo in diverse regioni, tra Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Umbria e Sardegna. È emersa anche una strategia logistica precisa: i componenti sarebbero partiti dall’isola in momenti diversi, sbarcando in porti differenti per non destare sospetti, e vi avrebbero fatto rientro già il giorno successivo al colpo, seguendo lo stesso schema.

Ora il procedimento entra nel vivo, con il rito abbreviato che promette tempi più rapidi ma anche un confronto serrato sulle prove tecniche e sulla ricostruzione dei fatti. La prossima udienza, tra un mese, segnerà un passaggio decisivo: per la prima volta, saranno infatti gli stessi imputati a parlare davanti al giudice Mannini.

Gli imputati

Antonio Moni, nato a Volterra e residente a Castelnuovo Val di Cecina, Franco Piras, di Bari Sardo, Francesco Palmas, di Lanusei, Salvatore Campus, di Olzai, Nicola Fois, di Girasole, Marco Sulis, di Villagrande Strisaili, Renzo Cherchi, di Irgoli, Francesco Rocca, di Orotelli, Alberto Mura, di Ottana, Giovanni Columbu, di Ollolai, Salvatore Giovanni Antonio Tilocca, di Bottidda e Antonio Stochino, di Lanusei, sono difesi dagli avvocati Antonio Mereu, Lorenzo Soro, Pasquale Ramazzotti, Marco Talini, Marcello Caddori, Andrea Nieddu, Giuseppe Talanas, Potito Flagella, Angelo Magliocchetti, Carlo Ambrosini, Francesco Marongiu.

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