La Nuova Sardegna

Oristano

Assistere invalidi a casa, odissea tra carte e ritardi

di Michela Cuccu
Assistere invalidi a casa, odissea tra carte e ritardi

Cuglieri, il racconto di un pensionato la cui moglie soffre di gravi patologie Rare le sedute di fisioterapia, impossibile avere visite specialistiche a domicilio

27 maggio 2014
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CUGLIERI. «La visita cardiologica a domicilio? L’abbiamo aspettata per tre mesi, alla fine ci siamo rivolti ad un medico a pagamento. La carrozzina? Il fisiatra non l’ha prescritta, perchè quando ha visitato mia moglie, stava seduta su una sedia a rotelle che ci aveva prestato un amico e a nulla è servito spiegare che l’avremmo dovuta restituire. Nel frattempo le sedute di fisioterapia sono diventate un’autentica rarità: dovrebbero essere due a settimana, ma fino ad ora, in un mese, sono state tre in tutto. Non ho difficoltà a immaginare il motivo: il distretto sanitario di Cuglieri dispone di una sola fisioterapista che sicuramente non riesce a visitare tutti i pazienti. Nel frattempo abbiamo scoperto che la domanda che avevamo presentato, attraverso il Comune, all’assessorato regionale alla Sanità per il riconoscimento dei contributi della legge sul “riento a casa” sarebbe stata inviata senza il documento più importante: la cartella clinica dell’ospedale dove mia moglie era stata operata per un ematoma cerebrale». Ovidio Serra, un pensionato che vive a S’Archittu, quando racconta delle traversie che lui, assieme all’unica figlia, devono affrontare quotidianamente per assicurare l’assistenza alla maglie invalida e non più autosufficiente, ha un senso di disgusto. «Sono stato amministratore pubblico anche io e, francamente, non credevo che la sanità fosse arrivata a livelli così scadenti. Soprattutto per quel che riguarda l’assistenza ai non autosufficienti». Ieri Ovidio Serra ha inviato una lettera al sindaco di Cuglieri per capire cosa sia accaduto al fascicolo della domanda per il rientro a casa «dovevano spedire tutto dagli uffici comunali. Il che è avvenuto con quasi due mesi di ritardo rispetto alla presentazione della domanda. Poi scopriamo dall’assessorato regionale che la documentazione è incompleta: incredibile, perchè la cartella io l’ho consegnata. E quell’assistenza, che ora tarda, per noi è indispensabile». Le traversie della famiglia sono iniziate alla fine del novembre scorso, quando la moglie ha un ictus cerebrale. «Da subito la portano all’ospedale Marino di Cagliari, dove, successivamente viene anche operata. Ma ora lei ha bisogno di assistenza continua. Che la Asl 5 sta lesinando. All’ospedale di Cagliari – racconta il marito – ci avevano detto che doveva fare molta fisioterapia. Invece, arrivata a casa non solo l’hanno ridotta ad appena due sedute a settimana, che non vengono neppure erogate».

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