La Nuova Sardegna

Oristano

Abuso sessuale in spiaggia, chiesti sette anni

di Enrico Carta

Cabras, rischia la pesante condanna lo zio oristanese che avrebbe palpeggiato la nipote adolescente

31 maggio 2014
2 MINUTI DI LETTURA





CABRAS. Era Ferragosto e la spiaggia di Is Aruttas era piena di bagnanti. Non c’era un millimetro di sabbia libera, ma questo non avrebbe impedito allo zio quarantenne di palpeggiare la nipote ancora adolescente nonostante la vicina presenza dei genitori. Accusa pesantissima, che per il pubblico ministero Andrea Padalino Morichini merita una condanna a sette anni per l’imputato oristanese di questa vicenda.

La richiesta del magistrato è arrivata ieri mattina, al termine di una requisitoria durissima che ha ripercorso varie fasi processuali e dell’indagine, arrivando a contestare l’esito della perizia esposta in aula, in cui si parlava della non affidabilità della ragazzina. Questo ovviamente avrebbe minato anche la veridicità delle dichiarazioni dell’adolescente che denunciò i fatti di cui sarebbe rimasta vittima diverso tempo dopo. La terribile confessione, che secondo il pubblico ministero ha diversi elementi di conferma ben più solidi della perizia, sarebbe avvenuta di fronte ai genitori.

Fu allora che scattò la denuncia che diede il via all’inchiesta e quindi al processo che dopo diverse udienze è ormai avviato verso la conclusione. A meno che non ci sia un nuovo colpo di scena, perché proprio nel momento in cui ha contestato l’esito della perizia, il pubblico ministero ne ha chiesto una nuova.

È per questo che, dopo che l’avvocato di parte civile Marinella Madeddu si era associata alle richieste del pubblico ministero e l’avvocato difensore Stefano Gabbrielli aveva chiesto l’assoluzione parlando di inattendibilità delle dichiarazioni della ragazzina, i giudici del collegio presieduto da Modestino Villani hanno rinviato tutto al 18 luglio. L’udienza dovrebbe essere quella conclusiva, fissata solo per le repliche e la sentenza, a meno che i giudici non decidano che un’altra perizia è davvero necessaria per arrivare alla verità.

In Primo Piano
L’inchiesta

Truffa del “bonus facciate”, la Procura di Sassari chiede 53 rinvii a giudizio

di Nadia Cossu
Le nostre iniziative