La Nuova Sardegna

Oristano

Dopo il caffè sospeso arriva la pizza solidale

di Enrico Carta
Dopo il caffè sospeso arriva la pizza solidale

Oristano, nel locale di via De Castro la titolare Tiziana Figus ha messo un salvadanaio: il cliente paga la sua consumazione e un’altra a favore di un bisognoso

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ORISTANO. Dal caffè sospeso alla pizza solidale. Il passo non è certo lungo, perché la filosofia che ispira le due iniziative è la stessa, ovvero aiutare chi, nei giorni della crisi, non può più permettersi di soddisfare i piccoli bisogni quotidiani. Così, Tiziana Figus, che gestisce una pizzeria al taglio in via De Castro ha pensato che l’idea del caffè sospeso già attuata in altri locali si potesse espandere. Ha preso qualche informazione e poi l’operazione della pizzetta solidale è partita. Il meccanismo è semplice e già consolidato proprio con il caffè. Il cliente arriva ordina per sé e al momento di saldare il conto, anziché una sola consumazione ne paga due. La seconda è «sospesa», in attesa che arrivi qualcuno che non ha gli spiccioli per potersi permettere il caffè o come in questo caso una pizzetta al taglio. Quando il cliente bisognoso arriva, il titolare lo serve proprio come se avesse pagato di tasca.

È così che in via De Castro, Tiziana Figus ha preparato un salvadanaio o, meglio, un contenitore in vetro, dove i clienti possono lasciare gli spiccioli e che già in questi primi giorni si va riempiendo.

E lei, la protagonista di questa iniziativa sorride raccontando come tutto sia iniziato: «È una vecchia tradizione napoletana di cui ero già a conoscenza e da lì sono partita. Chi arriva paga, acquista per sé e poi lascia i soldi affinché chi non può permettersi di comprare». Nel frattempo, Tiziana Figus si è anche informata se ci fosse una sorta di regolamento così come esiste per il caffè sospeso, ma una volta appurato che non c’erano delle norme non ha certo lasciato perdere l’iniziativa. «Ho proseguito ugualmente – racconta –. Del resto, se c’è una persona un po’ più povera di noi, anche un euro e mezzo possono rappresentare una cifra notevole. A noi magari sembra poco, ma ci sono tante persone che non li hanno».

L’unico problema resta il comprensibile timore che la vergogna trattenga chi non può permettersi l’acquisto. «Spero trovino il coraggio di varcare la soglia – conclude Tiziana Figus –. Non farò mai parola delle persone che vengono a prendere la pizzetta pagata da un altro».

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