Il Sarcidano in rivolta contro l’elettrodotto C’è già un comitato
Laconi, progetto di una controllata Saras : previste 18 pale Si teme l’impatto ambientale. La denuncia del deputato Pili
LACONI. «Lo scempio di nuove pale eoliche nelle montagne del Sarcidano tra Nurri e Laconi deve essere immediatamente fermato. Impianti eolici in quell'area sono una violenza al territorio e alle comunità locali».
Ad affermarlo è il deputato Mauro Pili che ha presentato una interrogazione urgente e una richiesta di intervento al ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Una dura posizione quella del deputato sardo che raccoglie le proteste di vari amministratori della zona e la denuncia dei consiglieri comunali di Laconi, Salvatore Argiolas e Massimo Meleddu che evidenziano il grave impatto ambientale che avrebbe un elettrodotto di rilevanti proporzioni come quello che si cerca di realizzare.
Il progetto contestato è quello della Ensar Srl, società controllata dalla Saras, che sta cercando di ottenere l'autorizzazione per realizzare, nelle campagne del comune di Nurri, un impianto per la produzione di energia elettrica, con le relative opere ed infrastrutture connesse, da fonte rinnovabile eolica della potenza nominale di 57000Kw.
Il progetto prevede l'installazione di 18 aerogeneratori da 3 Mw di cui 10 in località Corti Turaci e 8 in località Arreixi e la realizzazione di due elettrodotti ad alta tensione nei comuni di Laconi, Nurallao, Isili, Genoni e Nuragus tra le due nuove stazioni elettriche dislocate rispettivamente a Isili e Laconi. Parere contrario al progetto, nei mesi scorsi, è stato espresso dai comuni di Genoni e Isili e questa sera, per illustrare il progetto ai cittadini, è previsto un incontro a Nurallao dove si è già costituito un comitato “No elettrodotto”.
Il progetto dell'Ensar srl mette in allarme, in primo luogo, le popolazioni dei territori coinvolti che chiedono di conoscere quali le conseguenze sull'ambiente e sulla salute. «In questo progetto scellerato – si legge nel documento di Pili – è prevista la costruzione di due linee elettriche parallele per una lunghezza di oltre 10 km, con tralicci affiancati alti circa 40 metri, oltre il doppio del campanile della chiesa di Laconi. Quest'opera occuperà i boschi, i terreni percorsi dal fuoco, le aree agricole e produttive. Si tratta – conclude Pili – dell'ennesimo tentativo speculativo che niente ha a che vedere con le energie alternative».
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