La Nuova Sardegna

Oristano

Indagati i conducenti per l’incidente di Baratili

di Elia Sanna
Indagati i conducenti per l’incidente di Baratili

Due avvisi di garanzia per lo scontro costato la vita a Michele Massidda Sta meglio Sandro Sarais, che guidava la moto su cui viaggiava la vittima

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BARATILI SAN PIETRO. È fuori pericolo Sandro Sarais, il motociclista di 31 anni di Pardu Nou, rimasto ferito due sera fa nel tragico incidente dove ha perso la vita Michele Massidda, di San Vero Milis. I medici del San Martino hanno infatti sciolto la prognosi e trasferito il centauro nel reparto di traumatologia.

Oltre alla frattura del bacino e di un polso aveva riportato anche altre ferite in varie parti del corpo. Solo questa mattina, intanto, il medico legale, incaricato dalla procura della Repubblica di Oristano, effettuerà sulla salma del giovane una perizia medica con l'obiettivo di accertare le cause che hanno provocato la sua morte. Solo dopo questi accertamenti il corpo di Michele Massidda potrà essere restituito ai familiari, che gestiscono un ristorante a Santa Giusta.

Sul versante delle indagini va detto che entrambi i conducenti dei due mezzi sono stati indagati dalla magistratura. Naturalmente, in questa prima fase di tratta di atti dovuti, ma ieri sono stati notificati gli avvisi di garanzia a Stefano Piras, il vigile di Baratili, che guidava la Dacia Duster e al proprietario della Yamaha, Sandro Sarais. Secondo quanto era emerso dalla indagini dei carabinieri della stazione di Riola Sardo, entrambi avrebbero violato il codice della strada.

Un concorso di colpa insomma, determinato dalla eccessiva velocità, il centauro, e dalla manovra vietata fatta dall'autista del fuoristrada. Il tragico incidente è accaduto martedì sera verso le 20, nella centralissima via Roma a Baratili San Pietro. Come peraltro evidenziato dai rilievi dei carabinieri la Yamaha condotta da Sandro Sarais, proveniente da Riola, avrebbe imboccato la strada a velocità sostenuta centrando in pieno la Dacia Duster che ha effettuato l'inversione di marcia. Nonostante la disperata frenata l'impatto è stato violento: Sandro Sarais ha urtato il parabrezza ed è finito sul cofano del Suv mentre Michele Massidda è stato sbalzato ad alcuni metri di distanza da luogo dell'impatto.

Un volo che non gli ha dato scampo e che gli aveva provocato le lesioni fatali alla testa. Quando sul posto era arrivato il medico del 118 aveva solo constatato la morte del ragazzo. Il magistrato aveva posto sotto sequestro la moto e l'auto ed aveva disposto la perizia medico legale per la vittima.

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