La Nuova Sardegna

Oristano

Gavettoni dal bus verso i passanti

Si ripetono gli episodi. Colpiti due impiegati che accusano gli studenti pendolari

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ORISTANO. Piovono gavettoni, ma non è un gioco. Dal bus dei pendolari, per due giorni, sono state lanciate delle bombette di una sostanza giallastra che hanno colpito un impiegato. Impossibile dire se sia trattato di un bersaglio casuale, fatto sta che per ben due volte l’impiegato è stato vittima dello scherzo di pessimo gusto fatto dagli studenti. Così, se la prima volta ha chiuso un occhio, quando è stato raggiunto dall’acqua o da una specie di vernice di colore bianco non meglio precisata per la seconda volta, l’impiegato e il suo collega non hanno gradito lo scherzo col quale sono stati rovinati un paio di occhiali e un abito.

Entrambi gli episodi sono accaduti in via Cagliari, in pieno pomeriggio, a ridosso del centro commerciale Porta Nuova. I gavettoni sono stati lanciati, con tutta probabilità da alcuni studenti pendolari che rientravano a casa al termine delle lezioni. La deduzione viene naturale, visto che il pullman era pieno di ragazzi e l’orario era proprio quello del loro rientro a casa.

Il malcapitato impiegato ha però annotato il numero del bus e l’ora esatta del suo transito, così non dovrebbe essere difficile capire di quale mezzo pubblico si trattasse. «Nel primo caso non ho dato peso a quanto era accaduto – ha raccontato, alquanto infastidito, Salvatore Poddi –. La seconda volta, esattamente mercoledì scorso, dai finestrini del bus delle 14.15, il numero 2014 dell'Arst, che collega il Capoluogo con il Montiferru, è piovuto un liquido bianco sporco che ha colpito me in faccia e il collega sulla giacca. A quel punto non era pensabile lasciar correre e ho informato dell’episodio i carabinieri. La cosa che fa rabbia è che quelle bravate possano tramutarsi anche in qualcosa di peggio. Non voglio immaginare cosa accadrebbe se dal pullman volasse qualche bottiglia».

Prima di informare le forze dell’ordine Salvatore Poddi ha tentato di mettersi in contatto con l’Azienda regionale dei trasporti ma inutilmente. «Dopo aver telefonato diverse volte non sono riuscito a parlare con nessuno addetto dell’Arst – ha aggiunto l’impiegato –. Ho spedito anche una mail che però non ha avuto alcuna risposta. Il mio intento era quello di informare la dirigenza per spiegare quanto accaduto, proprio con l’obiettivo di evitare che gesti simili si ripetano». L’impiegato ora dovrebbe formalizzare la denuncia. (e.s.)

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