S.N. Arcidano, l’Imu resta invariata e la Tasi non si paga
ARCIDANO. Non cambia l’Imu per la seconda casa e i terreni. Il Comune ha scelto di gravare il meno possibile sui conti delle famiglie, dopo un attento studio del bilancio dell’amministrazione. Per...
ARCIDANO. Non cambia l’Imu per la seconda casa e i terreni. Il Comune ha scelto di gravare il meno possibile sui conti delle famiglie, dopo un attento studio del bilancio dell’amministrazione. Per arrivare al risultato di non aumentare i tributi, sono state sacrificate alcune iniziative e così la percentuale di calcolo dell’Imu rimane allo 0,6 per mille per le seconde case ed i terreni.
Inoltre, il regolamento comunale che a breve sarà approvato, potrebbe prevedere alcune modifiche fra le quali l’esenzione dal pagamento ai proprietari di immobili concessi in comodato d’uso a genitori o figli, iniziativa che era stata portata avanti anche dal Comune di Santa Giusta.
L’amministrazione targata Emanuele Cera ha poi dovuto affrontare il discorso della Tasi, con la legge di stabilità che prevede che i Comuni possano ridurne l’aliquota sino all’azzeramento, ma a proprio rischio e pericolo perché non è previsto un contributo Governativo che copra il mancato incasso da parte dei Comuni.
«Malgrado ciò, la nostra Amministrazione ha deciso, con la delibera del consiglio comunale del 21 maggio di azzerare tale aliquota, pertanto nel nostro paese non si dovrà pagare alcun tributo per la Tasi», spiega il primo cittadino.
Se per l’Imu le aliquote sono rimaste invariate e per la Tasi il tributo è addirittura azzerato, relativamente alla Tari che verrà istituita a breve il Comune ha al momento le mani legate. Questa tassa è destinata alla copertura del costo integrale del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti e andrà a sostituire la Tares. Ancora non c’è la certezza, ma una leggera riduzione dei costi dovrebbe esserci.
«Sono enormi gli sforzi fatti in sede di programmazione per far conciliare le entrate e le spese gravando in maniera marginale sulle famiglie e, al contempo, garantendo i servizi indispensabili alla comunità – conclude il primo cittadino –. Amministrare una comunità è sempre più difficile a causa dei vincoli imposti dal Governo, mentre basterebbe lasciare più potere decisionale agli amministratori locali che sono a contatto coi cittadini e quindi conoscono le situazioni e le priorità per raggiungere un maggior equilibrio».
Quel che Emanuele Cera si auspica è lo sblocco del Patto di stabilità che blocca le spese delle amministrazioni locali e nemmeno permette di spendere quei pochi soldi di cui dispongono. Al contrario, se gestiti in maniera diretta, consentirebbero di fare qualche assunzione, riattivare i cantieri comunali e creare strutture e attività.
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