La Nuova Sardegna

Oristano

Tutte le perplessità sull'elettrodotto

di Ivana Fulghesu

Assemblea pubblica ieri a Laconi sul progetto che prevede l'ampliamento del parco eolico a Nurri

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LACONI. Un'assemblea pubblica aperta al confronto tra le parti. Questo l'esito del consiglio comunale di lunedì sera, indetto per discutere sulla realizzazione di un elettrodotto legato al progetto di ampliamento del parco eolico di Nurri. Una riunione dai toni decisi nel ribadire contrarietà al progetto, ma sicuramente meno concitata rispetto a quella che si è tenuta a Nurallao nei giorni scorsi. All'incontro di Laconi erano presenti sindaci e amministratori dei territori interessati, il progettista dell'Ensar srl, la società che dovrebbe realizzare il progetto e numerosi aderenti al Comitato “No elettrodotto”. Dopo la presentazione del progetto, la prima contestazione sollevata, riguarda proprio il timore principale dei cittadini, ossia l'esposizione alle onde elettromagnetiche e i rischi per la salute. Nonostante le rassicurazioni, da parte della società, che l'opera non rappresenta una minaccia per la salute e che anche l'impatto visivo sia minimo, il sindaco Paolo Pisu ha messo in evidenza che, finora, né l'Arpas, né le Asl di riferimento hanno esaminato il progetto e prodotto documentazione a riguardo. Altra contestazione sollevata da più parti è la ricaduta economica sul territorio. La contrarietà dei comuni interessati e delle rispettive comunità è dettata dalla constatazione che il progetto «non contribuisce a creare possibilità di crescita e lavoro per i territori che sperano in uno sviluppo eco-compatibile, basato sulla valorizzazione delle risorse locali». In tal senso, infatti, l'elettrodotto eserciterebbe un impatto negativo in quanto dovrebbe attraversare un'area dove sono presenti orti, aziende agricole, coltivazioni di piante officinali. Un “No” fermo e deciso quindi anche dall'amministrazione comunale laconese. «Ribadiamo la nostra contrarietà a questo elettrodotto –, si legge nel documento – mentre confermiamo che siamo da sempre favorevoli alle energie rinnovabili nelle forme e nei modi che rispettino il paesaggio, l'ambiente, le colture e la salute dei cittadini», perché «la mancata individuazione, a livello regionale, della mappa dei siti per le energie rinnovabili e l'assenza del Piano energetico regionale non consente di valutare con obiettività l'utilità di un intervento di tale portata. Chiediamo, pertanto, alla Giunta e al Consiglio regionale una moratoria sul progetto in attesa degli adempimenti propedeutici», ha concluso Pisu.

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