La Nuova Sardegna

Oristano

La tecnologia che migliora la vita

di Caterina Cossu
La tecnologia che migliora la vita

La Mesa Ideas lavora nel campo della domotica e dell’elettronica: è stata premiata come iniziativa più innovativa

3 MINUTI DI LETTURA





TERRALBA. Loro sono quelli che fanno muovere l’armadio della camera o il lavello della cucina, quando chi abita la casa ha problemi di mobilità e trascorre parte della propria vita su una carrozzina. Ma sono anche quelli che possono programmare l’accensione di luci ed elettrodomestici, o permettere alle porte o alle persiane di aprirsi e chiudersi da sole, con un semplice comando. E sono talmente bravi che possono persino permettere a un malato di Sla di leggere un libro, scrivere su Whatsapp agli amici o parlare, con un movimento anche piccolissimo dell’occhio.

Mauro Sanna è originario di Oristano e di anni ne ha 29. Il suo curriculum parla di una laurea presa a Pisa. Ma lavorare fuori dall’isola per lui non è mai stata un’opzione. Così è tornato a casa e ha incontrato Alberto Melis, quarantenne di Terralba. Due formazioni e capacità diverse che, messe insieme, hanno dato vita a Mesa Ideas, società recentemente premiata dalla Camera di Commercio come la più innovativa e che a un anno dalla fondazione conta, oltre ai due soci, tre dipendenti in sede e due operai. Il loro fiore all’occhiello è appunto Sagitarius, brevetto interamente creato e realizzato a Terralba e che attualmente non ha competitor sul mercato mondiale.

Si tratta di una sorta di tablet da 15 pollici che non si tocca, ma si comanda con gli occhi, specifico per i malati di Sindrome laterale amiotrofica, malattia che purtroppo in Sardegna è molto diffusa.

«C’è voluto un anno intero di lavoro e abbiamo firmato il primo contratto di distribuzione proprio di recente — raccontano i due imprenditori —. Nei primi due mesi di commercializzazione ne abbiamo già installati 10». Accanto a quello che l’azienda sta facendo diventare il suo main business, la Mesa Ideas si occupa principalmente di domotica per le disabilità in genere. «Ci piace di più parlare di elettronica applicata per superare i limiti, qualsiasi essi siano. Con lo stesso spirito realizziamo progetti anche al di fuori di questo ambito, come la nostra realizzazione di una vetrina interattiva comandata negli orari di chiusura del negozio con il movimento delle mani».

Un’azienda così giovane e all’avanguardia non poteva poi non scommettere sul motore primo immobile dell’innovazione, ovvero la ricerca. «Senza addetti e progetti specifici dedicati alla ricerca non ci sarebbe assolutamente possibile creare progetti vincenti, il lavoro quotidiano è ciò che ci permette di pagare bollette e stipendi, ma anche l’autofinanziare i nostri laboratori».

Scommettere sull’innovazione è stata dunque una mossa vincente. «Il tempo ci dirà se abbiamo avuto completamente ragione, ma per ora siamo molto soddisfatti. È un lavoro molto interessante e che da grosse soddisfazioni a livello umano — concludono i due —. Diversamente dai soliti discorsi, che scoraggiano a intraprendere un’impresa in Sardegna, noi abbiamo dimostrato che con le buone idee, la professionalità e le competenze si può creare una bella realtà anche qui».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Fine vita

Fine vita, il caso sardo di Vittoria: la Asl valuta un’ultima strada. Lei non arretra: «Toglietemi il dolore, così continuerò a vivere»

di Luigi Soriga
Le nostre iniziative