La lotta a bidone selvaggio non piace a bar e pizzerie
I titolari degli esercizi commerciali perplessi di fronte all’iniziativa del Comune Molti non hanno locali in cui lasciare i cassonetti. Critiche alla differenziata
ORISTANO. Il Comune dichiara guerra a cassonetto selvaggio? I commercianti del centro storcono il naso e non perché non tengano al decoro urbano. Le perplessità sono inevitabilmente legate alle modalità con cui viene svolto il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti, la cui cadenza non li soddisfa e così sono alquanto contrariati di fronte all’annuncio dell’assessore Efisio Sanna.
Qualche giorno fa aveva parlato dell’avvio di una campagna di controllo da effettuare tramite la polizia locale. L’idea è quella di restituire il giusto decoro alla città, dove bisogna registrare il mal vezzo di tenere i bidoni nelle strade in orari non consentiti, cioè quando il ritiro dei rifiuti è già stato eseguito. Il centro storico poi è un caso molto delicato, perché nel salotto buono della città numerosi bar, pizzerie e ristoranti tengono i cassonetti della differenziata per strada 24 ore su 24.
È proprio quel che si vuole evitare, ma evidentemente il problema è meno semplice da risolvere rispetto a quel che si pensi. E così si leva più di una voce perplessa. Nino Loddo, proprietario del bar Latte e Miele spiega perché i bidoni siano spesso in strada: «Non possiamo tenerli all’interno dei nostri locali, perché molti di questi non hanno uno spazio apposito. Bisogna ricordarsi che i nostri esercizi commerciali somministrano alimenti e non è certo il massimo tenere l’immondezza negli stessi locali. Cosa ne penserebbe la Asl?»
Allora bisogna pensare a una soluzione. Nino Loddo ne indica una: «Il ritiro giornaliero dei rifiuti esclusivamente per gli esercizi in cui si somministrano alimenti sarebbe la cosa migliore, ma forse non è possibile per i costi del servizio. Sarebbe probabilmente sufficiente che il Comune ci consentisse di allestire uno spazio all’esterno del locale con materiali e tipologie che il Comune stesso ci indica. Penso sia necessario, anche perché nel mio caso, accanto al mio bar, ci sono i bidoni di altri esercizi commerciali».
Non è la sola voce che si leva contro i provvedimenti che l’amministrazione intende prendere. Corrado Putzu, uno dei titolari di Ele Caffé, è a sua volta molto netto: «Non credo che i cassonetti di bar, ristoranti e pizzerie siano tra le priorità, ma visto che in assenza di iniziative il Comune porta avanti la tolleranza zero verso la nostra categoria, già martoriata da crisi e Tares, mi piacerebbe capire se dobbiamo tenere i bidoni di vetro e umido nei locali di somministrazione o insieme alle merci nei magazzini, per chi ha il magazzino. Altrimenti bisognerebbe affittarne uno per questo scopo, sempre che ce ne siano e le finanze lo permettano. Se esistesse un ritiro quotidiano di vetro ed umido il problema non si porrebbe. In alternativa si potrebbero istituire centri di raccolta».
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