Bruciare erbacce non è reato
Il provvedimento riguarda le aziende agricole. Soddisfazione di Coldiretti
ORISTANO. Bruciare i rami frutto delle potature e le ripuliture di erbacce e ramaglie in campagna non costituirà più un reato. «Si tratta di un provvedimento atteso da tutto il mondo agrozootecnico – spiega il direttore provinciale della Coldiretti, Ermanno Mazzetti –. Rappresentavano un serio problema per tutte le aziende agricole ha trovato finalmente una regolamentazione fortemente auspicata e voluta da Coldiretti. Erano tante infatti le aziende che periodicamente negli Uffici di Via Cavour facevano sentire il loro malcontento e protesta per non poter provvedere alla pulizia dei campi».
«Con una precisa disposizione del Codice ambientale – dice Mazzetti – si precisa che non si applicano le sanzioni connesse alla gestione dei rifiuti né quelle alla combustione illecita dei rifiuti abbandonati per la combustione in loco di materiale agricolo e forestale derivante da “sfalci, potature o ripuliture in loco nel caso di combustione in loco delle stesse”. È finalmente prevista la combustione in piccoli cumuli ed in quantità giornaliere non superiore a tre metri per ettaro, in periodi ed orari individuati con apposita ordinanza del sindaco competente per territorio. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, la combustione dei residui agricoli e forestali rimane sempre vietata».
La Coldiretti saluta «con molta soddisfazione la nuova disposizione che riconosce la sostanziale differenza tra le attività di gestione dei rifiuti e le consuetudinarie attività agricole di gestione sul luogo di produzione di esigui quantitativi di scarti vegetali. Ora appare indispensabile ed urgente che i Comuni elaborino le ordinanze per disciplinare a livello locale le corrette modalità di gestione di tali attività».
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