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Oristano

Fondi per i disabili: «Importi ridicoli»

Fondi per i disabili: «Importi ridicoli»

Oltre settecento i piani personalizzati attivati, ma le somme il più delle volte coprono solo un mese di assistenza

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ORISTANO. Ne usufruiranno solo per 6 mesi e con cifre ridicole che non risolveranno certamente il problema di centinaia di famiglie che assistono anziani con gravi handicap. Era prevedibile che nascessero le polemiche visto che la Regione oltre ad avere attivato in ritardo i piani, ha stanziato più o meno lo stesso importo dell'anno precedente. Nonostante le richieste fossero più che raddoppiate. A finire nuovamente sotto accusa è la legge 162 che disciplina i piani personalizzati di sostegno in favore di persone con disabilità grave. Non solo per la insufficiente dote finanziaria ma anche soprattutto per le modalità con le quali la Regione predispone i relativi finanziamenti, senza tenere nemmeno conto delle patologie più gravi. Le famiglie che hanno con a carico questi anziani si sono viste ora negare il finanziamento per un intero anno. In questo modo si sono fatti cittadini di serie a e di serie b. I piani già in essere sono stati finanziati per tutto il 2014 mentre quelli nuovi si sono dovuti accontentare di soli sei mesi con cifre che assomigliano più ad una elemosina piuttosto che ad un contributo assistenziale. Come ha confermato il Comune per il 2014 sono stati attivati complessivamente 714 piani personalizzati, compresi quelli nuovi che partono dal 1 luglio. La legge 162 prevede la corresponsione di contributi, in forma di rimborsi, a chi assiste direttamente il proprio familiare ammalato, mentre spetterà alle Cooperative scelte dal Comune, l'assistenza indiretta. Saranno penalizzate entrambe le famiglie al di la della scelta fatta nel mese di gennaio quando erano stati aperti i termini di presentazione delle domande. «Mia madre, purtroppo ammalata di Alzheimer si è vista assegnare il modesto contributo di 750 euro da luglio a dicembre – ha denunciato una impiegata di Oristano – suddiviso mensilmente ne viene fuori una cifra di 120 euro al mese. Con questo “tesoretto” dovrei assumere una badante, pagarle anche i contributi e il consulente del lavoro: impossibile. Alla fine sarò costretta a rinunciare a questo contributo che rimborsa il comune e che deve essere da noi anticipato». Ad essere penalizzati non saranno solo le famiglie ma anche i disoccupati che svolgono attività di colf o badanti.«Devono modificare la legge non è pensabile mettere nello stesso calderone tutte le patologie che rientrano nella 162 – ha osservato l'assessore ai servizi sociali Maria Obinu – condivido le perplessità e le preoccupazioni delle famiglie, sono un centinaio, che stanno vivendo queste difficoltà. I contributi assegnati non potranno risolvere il problema della assistenza soprattutto alle famiglie più disagiate».

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