Un anno e mezzo a Doddore Meloni per avere imbottigliato vino bovale
La pesante condanna al presidente del partito indipendentista Meris
TERRALBA. Condanna per Doddore Meloni e verrebbe da dire che non è una novità, così come non lo è il duro scontro che c’è stato in aula tra accusa e difesa prima della sentenza del giudice monocratico Anna Rita Murgia che ha inflitto al presidente del partito indipendentista Meris la condanna ad un anno e sei mesi. Colpa di quel marchio apposto alcuni anni fa sul vino prodotto da Doddore Meloni, sulla cui etichetta si faceva esplicito richiamo al bovale di Terralba. Il vino era stato esposto in alcuni esercizi commerciali e altre bottiglie erano a casa dello stesso Doddore Meloni. La Forestale ne aveva sequestrato una quindicina e il pubblico ministero Armando Mammone l’aveva poi accusato della vendita di un prodotto industriale con segni mendaci e per questo, ieri mattina, ne ha chiesto la condanna ad una pena che è stata poi pari a quella decisa dal giudice.
Ma, come in tutti i processi in cui è protagonista, Doddore Meloni ha dato battaglia. Molte le argomentazioni a difesa proposte dall’avvocato Cristina Puddu che ha innanzitutto chiarito che il vino era esclusivamente in esposizione e non doveva essere venduto. Anzi, in diverse occasioni, visto che la bottiglia era alquanto folcloristica, erano stati proprio i titolari degli esercizi commerciali a fanne richiesta. Il nome bovale sull’etichetta non sarebbe poi stato un abuso, perché avrebbe avuto tutto il diritto ad utilizzare la denominazione. Doddore Meloni era proprietario e produttore dei vigneti ed essendo coltivatore diretto aveva la possibilità di imbottigliare il proprio vino. (e.c.)
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