Arborea, reintegrato Piccone
Il consigliere: «Chiederò i danni». Il sindaco: «Le sentenze non si commentano»
ARBOREA. Orante Piccone non poteva essere surrogato. Arriva dopo 14 mesi dagli eventi la sentenza del Tar sulla vicenda che tanto ha inciso sulla vita politica cittadina: la seconda sezione del Tar Sardegna ha accolto integralmente il ricorso del consigliere comunale Orante Piccone e lo ha reintegrato nella carica, annullando la delibera del Consiglio comunale che lo dichiaravano decaduto per tre assenze consecutive non giustificate e ne disponevano la surroga con il primo dei non eletti Nicola Carta.
I giudici hanno respinto tutte le argomentazioni portate dall'amministrazione comunale a sostegno della propria decisione di dichiarare la revoca di Piccone per tre assenze consecutive non giustificate alle riunioni del Consiglio comunale. In particolare, hanno rilevato che la seconda delle tre assenze contestate era tutt'altro che dimostrata perché si trattava di una riunione con grandissima partecipazione di pubblico, tenuta peraltro in luogo diverso dalla normale aula consiliare e, come ammesso dallo stesso segretario comunale, non era neanche stato fatto il consueto appello nominale.
«Già sapevamo che il Tar mi avrebbe dato ragione, perché era proprio evidente l’errore di procedura, aver fatto emergere la verità e ottenuto questa vittoria è un successo non solo mio ma di tutta la minoranza – commenta Orante Piccone –. Ora restano tanti interrogativi sul futuro del nostro paese: se si sono sbagliati su questo, che altre mancanze potrebbero commettere o aver commesso su altre cose molto più serie, forse è il caso che la maggioranza pensi alle dimissioni e che sia il popolo a esprimere nuovamente la sua volontà con le elezioni».
Ma la questione per Piccone non è ancora conclusa: «Io personalmente tenterò di chiedere risarcimento danni al comune, al sindaco, al segretario comunale e tutti coloro che hanno firmato quest’atto violento e ingiusto nei miei confronti – continua Piccone –. Anche Balliana dev’essere reintegrato, perché se Tar mi ha dato ragione su tutto, allora dovrebbe valere anche per lui, perché la procedura è stata la medesima».
La causa è costata finora al Comune circa 10 mila euro: «Anche il segretario dovrebbe dimettersi, non ha impedito di portare avanti questa procedura e spendere tutti questi soldi pubblici – dice Piccone –, inoltre il Tar li ha condannati a pagare tutte le spese processuali».
Il sindaco Pierfrancesco Garau non si sbilancia rispetto a questa decisione del Tar e sugli effetti sulla politica cittadina, ma commenta in maniera decisamente sintetica: «Le sentenze non si commentano, o si impugnano o si rispettano, inoltre Piccone l'avevamo di fatto già reintegrato da tempo». (c.d.)
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