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Comune, Pinna conferma: sforato il patto

Comune, Pinna conferma: sforato il patto

SANTA GIUSTA. L’autorizzazione con delibera comunale numero 62 dello scorso 11 giugno è uno sforamento temporaneo del patto di stabilità a Santa Giusta. Lo conferma il sindaco di Santa Giusta, Angelo...

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SANTA GIUSTA. L’autorizzazione con delibera comunale numero 62 dello scorso 11 giugno è uno sforamento temporaneo del patto di stabilità a Santa Giusta. Lo conferma il sindaco di Santa Giusta, Angelo Pinna, a seguito delle argomentazioni che hanno portato il leader della minoranza, Antonello Figus, a metterlo in dubbio. «Evidentemente il consigliere è rimasto spiazzato dalla decisione che ho assunto, e dopo qualche giorno di disorientamento, ha sparato un po' a casaccio per cercare di smentire quello che risulta agli atti» aggiunge il primo cittadino, che riporta i particolari degli interventi autorizzati dall’atto emanato dalla giunta. «Il consigliere sostiene che non si possa parlare affatto di sforamento del patto di stabilità perché questo viene certificato ad anno finanziario concluso tramite il bilancio consuntivo, ma non è così. Il rispetto del patto di stabilità viene monitorato costantemente, anche nel periodo dell'esercizio provvisorio e cioè prima che si approvi il bilancio di previsione. Inoltre, ogni sei mesi, l'ufficio di ragioneria deve fare una verifica semestrale del rispetto del vincolo e certificarlo». Angelo Pinna aggiunge poi un particolare in merito all’intervento autorizzato dalla delibera: «Oltre ai tratti stradali che era urgente asfaltare, c'era da sostituire l’intero impianto di sollevamento delle fogne del quartiere Is Melonis, che rischiava di bloccare tutto il sistema da un momento all’altro». Il sindaco di Santa Giusta precisa inoltre: «È vero che abbiamo avuto uno spazio finanziario da parte del ministero di 144mila euro, soldi delle casse comunali che potevano essere spesi entro il 30 giugno, ma i due interventi urgenti di asfalto e impianto fognario non potevano essere compresi in questo spazio finanziario perché non erano inclusi nel crono-programma»

Caterina Cossu

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