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Le suggestioni dell’Orchestra da camera della Sardegna

ORISTANO. Di solito degli assenti si dice sempre che abbiano torto. E se questo è vero, allora quelli che hanno disertato il concerto tenuto dall’Orchestra da camera della Sardegna, diretta dal...

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ORISTANO. Di solito degli assenti si dice sempre che abbiano torto. E se questo è vero, allora quelli che hanno disertato il concerto tenuto dall’Orchestra da camera della Sardegna, diretta dal mestro Simone Pittau, per l’occasione arricchita dalla presenza di musicisti di fama mondiale, si sono persi anche l’occasione di apprezzare la dolcezza del suono di uno Stradivari del 1709, suonato dal montenegrino Roman Simonvic, primo violino della London Symphony Orchestra. L’evento, organizzato dall’Ente Concerti Alba Pani Passino, è stato di quelli da incorniciare. Molti i momenti musicali di grande intensità culminati con una performance straordinaria offerta da Daniele di Bonaventura (bandoneon), Marcello Peghin (chitarra a dieci corde) e Andrea Pisu (launeddas) quando i tre musicisti hanno improvvisato un ballo sardo sottolineato dai ripetuti applausi del pubblico. La voglia di sperimentare armonie provenienti da sonorità diverse ha consentito ai tre artisti di realizzare un connubio musicale perfetto, andato al di la di una semplice improvvisazione.

«La musica è anche questo - hanno detto a fine serata Di Bonaventura, Peghin e Pisu -: avere il coraggio di andare oltre gli schemi». Il legame di Daniele di Bonaventura con la Sardegna è datato. «Sono arrivato qui molti anni fa grazie a Enzo Favata. E da allora sono sempre tornato volentieri». Daniele Di Bonaventura è tra i più importanti “bandoneonisti” in attività.

«A farmi innamorare di questo strumento è stata la musica del maestro Astor Piazzolla, che amava dire: il bandoneon non nasce per la musica ma per la liturgia. Le sue note, struggenti e malinconiche rapiscono l’ascoltatore e arrivano dritte all’anima, la accarezzano e la sublimano».

Marcello Peghin, algherese, nasce come chitarrista classico. Poi l’incontro con la musica del compositore Egberto Gismonti lo ha portato verso la chitarra a dieci corde. Oggi Peghin, che il prossimo 5 agosto, con il suo quartetto, sarà ospite delle notti di Tharros, è fra i migliori interpreti dello strumento. Andrea Pisu, giovanissimo suonatore di launeddas di Villaputzu, è stato allievo prediletto di Aurelio Porcu. «Andrea è capace di eseguire melodie inimmaginabili con le Launeddas - ha detto di lui Daniele di Bonaventura».

Piero Marongiu

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