La Nuova Sardegna

Oristano

Presentati i conti del Comune: nel 2014 un bilancio da 78 milioni

Martedì è previsto il voto in aula dopo l’illustrazione dell’assessore Giuseppina Uda Da Stato e Regione sempre meno soldi. Le spese correnti coprono quasi la metà della cifra

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ORISTANO. Il consiglio comunale ha iniziato l’esame del bilancio di previsione 2014 e del bilancio pluriennale 2014-2016. L’assessore, Giuseppina Uda, ha presentato il documento che martedì sarà discusso e votato dall’aula. La relazione è servita per fornire i numeri del bilancio 2014. «78 milioni di euro – ha precisato l’assessore –, da cui vanno epurati l’anticipazione di tesoreria di 16 milioni e 41mila e un accantonamento per le partite di giro che fanno scender il valore reale del bilancio intorno ai 58 milioni».

Analizzando le voci 18 milioni 57mila sono entrate tributarie, 15 milioni 76mila contributi e trasferimenti correnti, 4 milioni 91mila entrate extratributarie, 15 milioni 367mila trasferimento di capitali e riscossione crediti, 18 milioni 140mila accensione di prestiti e 6 milioni 20mila servizi per conto terzi. Tra le uscite 36 milioni 855mila sono spese correnti, 17 milioni 658mila spese in conto capitale, 17 milioni 683mila rimborso di prestiti e 6 milioni 20mila servizi per conto terzi.

Giuseppina Uda ha evidenziato la spesa di 17 milioni 658mila del piano delle opere pubbliche, il costo del personale di 9 milioni 226mila, l’acquisto di beni di consumo e materie prime per 575mila euro, i 17 milioni per servizi che il Comune non può erogare direttamente. «Particolarmente corposo anche l’accantonamento al fondo svalutazione crediti: 1 milione 244mila – ha aggiunto l’assessore –. Sono in gran parte crediti che vantiamo nei confronti di Abbanoa e riferiti ad alcuni contenziosi. Prosegue il trend relativo alle entrate tributarie e all’autonomia finanziaria e tributaria che è sempre più elevata, mentre la dipendenza erariale è sempre più ridotta: passiamo da una media del 20,22% nel 2010 al 3,65% in questo esercizio. Se nel 2010 ciascun oristanese riceveva dallo Stato 271 euro oggi ne riceve appena 33. Anche i trasferimenti regionali si sono decisamente contratti. Sono scomparsi finanziamenti per l'Istar, quelli per l'occupazione, i fondi anticrisi, forse perché in Regione si è convinti che la crisi non ci sia più».

In ogni caso il Comune ha accantonato 200mila euro per le povertà estreme facendo ricorso a risorse proprie. Sempre con propri fondi l’ente finanzia asili nido, mensa scolastica, trasporto scolastico, ludoteche, impianti sportivi, teatro, musei, mercati, pinacoteche per i quali a fronte di una spesa di 2 milioni 642mila c’è una contribuzione diretta dei cittadini di soli 342mila euro. Per gli asili nido l’ente spende 1 milione 57mila con una contribuzione da parte delle famiglie per soli 174mila euro. Per la mensa scolastica spende 633mila euro e riceve una contribuzione di 155mila euro. Per il trasporto scolastico, il costo rispetto all’anno precedente si è ridotto a 389mila euro con una contribuzione da parte degli utenti di 3mila euro. Per gli impianti sportivi spende 141mila euro a fronte di una contribuzione di 10mila euro. La differenza complessiva è di 2 milioni e mezzo che sono a carico dell’ente.

L’assessore ha poi respinto le accuse di chi sostiene che l’amministrazione Tendas, con l’aumento della tassazione ha creato difficoltà al sistema produttivo. «Ricordo che abbiamo prestato particolare attenzione alle imprese creando opportunità – afferma l’assessore –. Fin dall’anno scorso l’Imu è stata abbassata dall’8,6 al 7,6% per gli immobili strumentali, con una media di 152 euro a utenza. Dal 2015 non si dovrà più pagare l’imposta sulle insegne. Ci siamo adoperati in maniera particolare per gli incentivi per il bando dell’area di crisi e per il Poic con ottanta imprese ammesse al bando. Siamo stati i primi in Sardegna ad aver beneficiato del milione di euro».

C’è poi l’annuncio della riapertura del bando per la trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà dei piani di zona, mentre è stato ricordato l’accantonamento di 337mila euro per i la questione dei prodotti finanziari derivati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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