Is Aruttas, ferro in spiaggia ferisce turista
CABRAS. Probabilmente l’idea era quella di affondare i piedi nell’invitante sabbia di quarzo. La sorte di un emigrato oristanese rientrato a casa per trascorre le ferie è stata differente. L’uomo,...
CABRAS. Probabilmente l’idea era quella di affondare i piedi nell’invitante sabbia di quarzo. La sorte di un emigrato oristanese rientrato a casa per trascorre le ferie è stata differente. L’uomo, mentre faceva una passeggiata nella zona più a nord di Is Aruttas, ha avuto un incontro molto ravvicinato con un ferro arrugginito che spuntava dal terreno. Lo sfortunato turista non ha scorto il ferro e ci ha posato sopra il piede. Risultato: la ciabatta è stata trapassata e il vecchio ferro è penetrato nel piede dell’uomo aprendo una ferita di circa tre centimetri. Per fortuna in spiaggia, perlomeno durante i giorni più caldi d’agosto, c’è un’ambulanza gestita dai volontari del soccorso che hanno pulito e medicato la ferita impedendo la diffusione di un’infezione. «Mi sono giocato le ferie per colpa di un ferro che spuntava dal terreno – ha raccontato il turista infortunato – ma se fosse capitato a un bambino l’epilogo sarebbe potuto essere molto più grave». Tra l’altro, il caso dell’emigrato non è un episodio singolo. Sabato scorso era stato un giovane ambulante a fare le spese delle pericolose protuberanze ferrose che spuntano dalla terra che circonda Is Aruttas. Anche in questo caso, l’intervento dei volontari del soccorso ha alleviato le sofferenze del ragazzo. L’episodio dei giorni scorsi, però, avrà uno strascico legale: «Chiederò i danni al Comune, ne possono stare certi. La pulizia spetta a loro e qualcuno mi deve spiegare cosa ci facesse un tubo in ferra arrugginito proprio a ridosso della spiaggia. Sono d’accordo quando mi si chiede di pagare la sosta e la corrispondo senza battere ciglio ma i nostri soldi dovrebbero essere reinvestiti per donare un pizzico di decoro a una spiaggia tanto bella quanto pericolosa e poco curata».
Claudio Zoccheddu
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