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Oristano

Bosa, aperto il dibattito sulla tassa di soggiorno

BOSA. La discussione è datata – già negli anni setta e ottanta se ne parlava abbondantemente ma senza concrete possibilità di attuazione – ma l’argomento resta comunque d’attualità. Per ora nei post...

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BOSA. La discussione è datata – già negli anni setta e ottanta se ne parlava abbondantemente ma senza concrete possibilità di attuazione – ma l’argomento resta comunque d’attualità. Per ora nei post dei social network, considerato che sul piano amministrativo o politico non si ha sentore di conclamate prese di posizione.

Materia del contendere la “tassa di soggiorno” di uno o due euro da “caricare” sul conto dei turisti presenti anche nelle località dell’isola.

Possibilità che in Sardegna sfrutta per ora solo una manciata di centri costieri. Discussione da cui evidentemente non può esimersi un centro come Bosa.

Il paese può vantare grandi potenzialità sul variegato piano dell’offerta (Castello, torre aragonese, cattedrale di San Pietro Extra Muros, quartiere medioevale di Sa Costa, Corso Vittorio Emanuele e Lungotemo, l’archeologia industriale delle Concerie, il tutto a specchiarsi sull’unico fiume navigabile della Sardegna e senza contare le peculiarità ambientali lungo la costa del Grifone, per citarne alcuni), con costi per i servizi però fino ad ora a totale carico della collettività sul piano delle competenze pubbliche.

In un panorama dell’offerta turistica dove sempre più anche l’estetica, e relativi costi da sostenere nel mantenimento e miglioramento dei servizi necessari a garantirla, ha il suo peso nella scelta della località delle vacanze.

Sulla ipotetica possibilità che anche la città del Temo possa optare per la Tassa di soggiorno la discussione via social network offre già un interessante spaccato delle diverse posizioni in campo. Che si dividono tra possibilisti e oppositori, cioè tra chi è d’accordo e chi è contrario, per dirla in parole povere.

Difficile dire se la questione, però, dal virtuale dei post approderà al più concreto, possibile e potenziale, dibattito istituzionale.

Magari, questa volta, con una scelta di indirizzo politico concreta per il motivato si o no. Visto che il limbo in cui ancora viaggiano da decenni varie problematiche locali non sembra aver portato gran che lontano nel braccio di ferro per accaparrarsi numeri e presenze consistenti. Necessarie a garantire seri investimenti e una vera economia turistica. Dell’argomento, se ne dovrebbe parlare presto anche in consiglio comunale. E lì maggioranza e opposizione potranno scoprire le loro carte. In ogni caso per l’eventuale tassa di soggiorno, che visti i numeri non dovrebbe portare nelle casse dell’Ente cifre a molti zeri, c’è tempo: sino alla prossima estate. (al.fa.)

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