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Oristano

Con la festa della bottarga pesci arrosto e disagi

di Simonetta Selloni
Con la festa della bottarga pesci arrosto e disagi

A Cabras una famiglia ha chiesto al Comune lo spostamento degli arrostitori «La nostra casa è inagibile, completamente impregnata dall’odore del pesce»

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CABRAS. Muggini e anguille arrosto. A quintali. L’altra faccia della medaglia dell’indiscutibile successo della sagra della bottarga di Cabras, sabato e domenica scorsi è la composta indignazione di Giuseppe Lombardo e di sua moglie Giuseppina Matta. Abitano esattamente di fronte al punto in cui il Comune ha assegnato al Consorzio Pontis la postazione per arrostire il pesce della festa, che dallo scorso anno, si è spostata nel centro della cittadina. Due giorni di fumi hanno invaso in ogni dove l’abitazione della famiglia Lombardo, hanno impregnato tende, copriletti, arredi, abiti. Muri: «Ho utilizzato la pompa per cercare di ripulire le stanze da un odore acre, fortissimo. Ma chissà quanto ci vorrà», sottolinea Giuseppina Lombardo. Per la famiglia è il secondo round, dopo l’esperienza dello scorso anno. Ma per la sagra 2014 avevano sperato di evitare questa sgradevolissima situazione.

E infatti, il 20 agosto, Giuseppe Lombardo aveva scritto al Comune di Cabras (che ha regolarmente ricevuto la lettera, come testimonia il timbro del protocollo), nella quale si chiedeva che “il posteggio assegnato al Consorzio Pontis venga spostato in altra postazione, in quanto l’emissione di fumi e odoro provenienti dalla preparazione degli alimenti pregiudica il libero godimento della sua proprietà”. La situazione per via informale, era stata già esposta all’assessore Murana, che avrebbe garantito l’interessamento.

Invece, sabato e domenica la situazione si è ripetuta identica a quanto accaduto un anno fa. «Abbiamo subìto l’invasione dei fumi, aria irrespirabile, porte e finestre sigillate ma non è comunque servito», sottolineano. Eppure sarebbe bastato spostare la postazione degli arrostitori di 50 metri. «C’è una parte non abitata, non avrebbero disturbato nessuno». Eppure l’amministrazione non lo ha fatto. E non ha nemmeno risposto. Ha risposto, invece, la Asl, alla quale Lombardo si è rivolto chiedendo un intervento sulla emissione dei fumi. Gli ispettori del servizio di Igiene pubblica hanno compiuto un sopralluogo, ma ancora non si conoscono gli esiti.

Non si lamentano solo i coniugi Lombardo. Per esempio, c’è chi è rimasto escluso dalla festa nonostante avesse partecipato alle riunioni indette dall’amministrazione. Mario Sechi e Daniele Muroni, titolari del bar Mae’s, si sono visti tagliati fuori dal percorso dei locali inseriti nel circuito della sara. «Il circuito della sagra è stato fatto iniziare 40 metri più avanti». Insomma, 50 metri in là e i Lombardo non avrebbero patito i fumi degli arrostitori, 40 metri e il bar Moe’s avrebbe potuto dire “la festa è anche qui”. Che dire, questione di metri.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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