Sui quei monitor si pagano le tasse
La Rai intima ai titolari delle ricevitorie un nuovo balzello
ORISTANO. Hanno intimato ai tabaccai di pagare un balzello di 200 euro per un monitor che trasmette solo i risultati dal gioco “10 e Lotto”. Quando si dice che bisogna “grattare” soldi da ogni parte ecco che spuntano anche i funzionari della Rai. Ben distinti, in giacca e cravatta, i solerti inviati di viale Bonaria a Cagliari, si stanno presentando in questi giorni anche nelle tabaccherie dell'Oristanese. Il loro obiettivo è quello di individuare eventuali schermi tv per incassare la relativa tassa di possesso. Ai gestori delle tabaccherie stanno contestando l'utilizzo dei monitor della lottomatica che trasmettono ogni 10 minuti le estrazioni del gioco “10 e Lotto”. «Da me si sono presentati nei giorni scorsi e mi hanno invitato a pagare la tassa di 200 euro – ha spiegato Massimo Casula, titolare della tabaccheria di via Tirso – ho spiegato loro che quello fissato sulla parete della tabaccheria non è un televisore ma bensì solo un monitor. Non ne hanno voluto sentire proprio per niente, nemmeno quando ho fatto vedere loro una lettera della società Lottomatica – ha spiegato Massimo Casula – con la quale il responsabile del servizio, Mario Guerrini, precisa che il monitor da 22 pollici, installato dalla stessa Società, altro non è che un terminale collegato direttamente alla rete della Lottomatica. Di fatto lo stesso non è idoneo alla ricezione di alcun canale televisivo. Questo avrebbe dovuto convincere i funzionari della Rai – ha osservato Massimo Casula – loro erano di parere contrario e così hanno insistito per il pagamento. Sono andati via lasciandomi il bollettino da 200 euro già compilato. Non c'è dubbio che quella tassa io non la pagherò». Non si conosce il numero dei tabaccai visitati dal funzionari della Rai, ma si è saputo che almeno uno dei gestori di una tabaccheria del centro ha preferito pagare e togliersi di torno quei funzionari. «Già siamo tartassati abbastanza dai tributi e condizionati dalla burocrazia – ha osservato un altro tabaccaio del centro cittadino – in questo modo saremmo costretti anche noi le nostre attività».
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