Bosa senz’acqua, emergenza continua
Guasto riparato ieri sera. Hanno funzionato le autobotti, ma qualcuno ha chiuso l’attività
BOSA. “Chiuso per mancanza d’acqua. Forse aperto a cena”. Il cartello, per la seconda volta dopo la crisi di Ferragosto, è ricomparso ieri mattina sullo sbarrato portone d’ingresso della “Locanda di Corte”, trattoria che si affaccia in via Del Pozzo, nel quartiere di Sa Costa, dove la carenza idrica causata dall’ultima emergenza e l’impossibilità di rifornirsi con un po’ di vitale liquido dalle autobotti della Protezione civile ha imposto lo stop all’attività.
Esempio limite di quanto accaduto ieri a Bosa, dove il centralino del Coc gestito dalla Croce Rossa è letteralmente scoppiato per le centinaia di chiamate in arrivo. Ancora intorno alle 18 gli operai di Abbanoa erano al lavoro nel cantiere aperto qualche chilometro oltre la diga di Monte Crispu, località Malosa, dove ieri si è presentata la seconda falla consecutiva in 24 ore, nella rete colabrodo che dal potabilizzatore di Monteleone Roccadoria permette al liquido di arrivare fino a Bosa. Località impervia, che si raggiunge a fatica facendosi strada nel saliscendi della stradina rurale che costeggia la tubatura interrata in cemento amianto.
L’intervento si è concluso intorno alle 19 e subito sono riprese le operazioni di pompaggio dell’acqua nella rete.
L’acqua potrebbe fare la sua comparsa nei rubinetti di Bosa e Bosa Marina in nottata. Confidando nel fatto che le tubazioni, stavolta, reggano. Il tutto mentre a Bosa operavano quattro autobotti della Protezione civile regionale, che nel pomeriggio facevano la spola tra attività e abitazioni. Guidate dalle indicazioni, in base a un preciso ordine di priorità, del Centro comunale di Protezione civile. Ma che dovevano anche procurarsi l’acqua potabile per rifornirsi nei vicini centri della Planargia, quando non raggiungere Macomer per trovare un bocchettone utile.
Qualcuno è stato costretto a chiudere l’attività: «Non era possibile andare avanti in questo modo, non si può rifornire un ristorante con i bidoni e nel nostro l’acqua delle autobotti della Protezione civile non può arrivare» spiega Angelo Gaetano Ibba della “Locanda di Corte”.
Che annuncia, forse in compagnia di altri utenti, possibili azioni legali: «Perché dover rinunciare a degli incassi in una stagione come questa, pur comprendendo tutte le difficoltà del caso, non è possibile per un’azienda. Abbiamo dovuto chiudere anche il 14 agosto».
Alessandro Farina
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