La Nuova Sardegna

Oristano

Sull’emergenza idrica fronte unico in Consiglio

di Alessandro Farina
Sull’emergenza idrica fronte unico in Consiglio

Bosa, forze politiche unite: la condotta è da sostituire, dopo 11 falle in due mesi Il 22 settembre tavolo tecnico. Suggerite alternative di approvvigionamento

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BOSA. Precisazioni e sfumature non sono mancate, ma sulla questione emergenza idrica l’idea condivisa è quella di un fronte comune nel chiedere a Regione, Abbanoa ed enti competenti soluzioni che possano dare risposte ai cittadini e alle imprese, messi a dura prova dalle crisi idriche passate e recenti. «In meno di due mesi si sono aperte ben undici falle nella condotta idrica realizzata in cemento amianto oltre 25 anni fa tra Barasumene, Bosa e le frazioni costiere», ha detto in avvio di discussione il sindaco Luigi Mastino. «Una situazione a cui abbiamo dovuto fare fronte più volte con l’istituzione del Coc, ma che deve essere risolta alla radice, non è accettabile proseguire in questo modo», ha rimarcato il primo cittadino. Mastino ha ringraziato a nome della cittadina i volontari della Croce rossa di Bosa, la Protezione civile regionale, i militari del V Genio di Macomer e Vigili del fuoco per aver messo a disposizione le autobotti utilizzate in emergenza. Nodo, quello idrico, che sul fronte tecnico l’amministrazione affronterà il prossimo 22 settembre, nella Conferenza dei servizi già convocata. La riunione che servirà a condividere responsabilità e criteri di gestione dell’emergenza; capire i tempi di intervento della sostituzione della condotta; cercare di trovare un sistema alternativo di approvvigionamento. Il vice sindaco Maura Cossu ha chiesto l’ attivazione dei vecchi pozzi di Matta Jana e Litala. Lungo e articolato l’intervento dell’ex sindaco Piero Franco Casula, che ha chiesto di dare vita ad un protocollo per l’emergenza, e di invitare alla riunione del 22 settembre anche Ato e Adis. Secondo Casula bisogna chiedere ad Abbanoa di ripristinare nei mesi estivi il flusso delle acque di Luzzanas fino al serbatoio di Pianu ‘e Murtas, e verificare l’efficienza delle idrovalvole che regolano pressione e livello dell’acqua nei serbatoi ed evitano i pericolosi “colpi d’ariete,” responsabili delle continue rotture della condotta. Ancora, secondo Casula bisogna attivare come punto di presa delle autobotti il serbatoio di Sa Punta ‘e sa Bandela. Concorde anche l’assessore Danilo Mastinu. Mentre Rosalia Acca ha chiesto di valutare anche la «possibilità di scendere in piazza». Sergio Rosa ha chiesto lumi sulla potabilità dell’acqua immessa in rete a fine emergenze. Il sindaco ha ringraziato tutti per i suggerimenti, ricordando però che in molti casi arrivano da chi «ha amministrato in passato. Noi gestiamo da tre mesi un’eredità. Fatta di cose positive e negative: come ad esempio il fatto che non abbiamo trovato un protocollo per le emergenze».

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