Un fronte di movimenti e collettivi studenteschi
Oristano, età media sotto i 30 anni e abbigliamento casual per gli attivisti arrivati da tutta la Sardegna
ORISTANO. Età media sotto i 30 anni e abbigliamento casual per gli attivisti dei comitati territoriali e dei collettivi studenteschi arrivati da tutta la Sardegna a Oristano per partecipare all'assemblea sul passaggio «Dalle lotte dei territori alla lotta collettiva per una Sardegna migliore» che si è tenuto al Teatro San Martino per iniziativa del Collettivo Furia Rossa. «Il nostro obiettivo è quello di avviare un dialogo fra le realtà territoriali che lottano contro la speculazione e le realtà politiche che combattono su questioni più generali come il diritto al reddito, a una casa, all'istruzione e al lavoro» hanno spiegato gli organizzatori dell'assemblea, auspicando la nascita di un percorso pubblico, condiviso e assembleare per arrivare possibilmente a una grande mobilitazione in autunno.
Molte parole sono state spese contro il progetto della Ivi Petrolifera per Torregrande, ma la discussione si è mantenuta su un piano generale e ha interessato in particolare le questioni energetiche con l'adesione dell'assemblea alla richiesta di moratoria dei grandi progetti di natura speculativa proposta dai Comitati Sardi in Rete e dal Coordinamento Non bruciamoci il futuro. E naturalmente si è parlato di scuola e di istruzione. La mobilitazione, hanno spiegato i rappresentanti dei Collettivi, può partire proprio dalle scuole per andare a toccare altri settori cruciali per lo sviluppo della Sardegna come quello dei trasporti. E poi il problema della casa con l'emergenza sfratti a Oristano (57 eseguiti tra capoluogo e provincia nel 2013) e il dramma delle occupazioni a Cagliari, la richiesta di forme di reddito garantito e di salario minimo per liberare i lavoratori e i disoccupati dai ricatti contrattuali e salariali e naturalmente la questione delle servitù militari. A questo proposito l'assemblea, prima di sciogliersi, ha lanciato la propria adesione alla manifestazione del 13 settembre davanti al poligono di tiro di Capo Frasca e al presidio del 23 settembre davanti al Tribunale di Lanusei per l'avvio del processo per l'inquinamento del poligono di Quirra. (fgp)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
