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Oristano

lutto in redazione

Ciao Tigellio, mancherà il tuo sguardo attento e ironico

Ciao Tigellio, mancherà il tuo sguardo attento e ironico

ORISTANO. Da dove si trova ora guarda e di certo non approva: Tigellio Sebis non avrebbe voluto che trenta righe del “suo” giornale fossero occupate dal suo “coccodrillo”. Avrebbe liquidato la cosa...

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ORISTANO. Da dove si trova ora guarda e di certo non approva: Tigellio Sebis non avrebbe voluto che trenta righe del “suo” giornale fossero occupate dal suo “coccodrillo”. Avrebbe liquidato la cosa con un lapidario: «Ma lassa perdi!». Invece non lasciamo perdere. E raccontiamo qualcosa di Tigellio ai nostri lettori.

Dobbiamo accontentarci di immaginarlo e di ricordarlo. Noi amici e colleghi, insieme alle persone che gli hanno voluto bene. Non era difficile volergliene: Tigellio Sebis era uno dei collaboratori storici della Nuova Sardegna. La Marmilla era casa sua, conosceva tutti e era conosciuto e apprezzato da tutti. Perché era professionale e corretto. Dava voce a una delle zone più povere di una delle province più povere della povera Sardegna.

Aveva attenzioni per tutti: per l'impegno eroico di amministratori dimenticati dallo Stato, per le associazioni che combattono per tenere viva la cultura, per le storie di nuova povertà. Raccontava da buon cronista, sforzandosi sempre di non essere banale.

Un giornalista prestato all’insegnamento. Passato dall’esperienza di Tuttoquotidiano alla Nuova, dei giornali conosceva anche il duro lavoro dei poligrafici.

Da poco era andato in pensione dalla scuola. Ma aveva avuto pochissimo tempo per godersela quella pensione: quasi subito aveva scoperto la malattia.

Che aveva affrontato con dignità, coraggio e moltissimo pudore. Un pudore che lo portava a minimizzare, con un'ironia amara. La stessa che, a noi colleghi che restiamo, renderà la sua mancanza più triste e il suo ricordo più malinconico. (r.pe.)

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