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I soci disertano l’assemblea, sul Gal ancora incertezze

di Maria Antonietta Cossu
I soci disertano l’assemblea, sul Gal ancora incertezze

ABBASANTA. Ancora un nulla di fatto sul futuro di Terre Shardana. Anche ieri è mancato il quorum del 51% necessario per deliberare sulla nomina del liquidatore. Al Losa era rappresentato appena il 35%...

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ABBASANTA. Ancora un nulla di fatto sul futuro di Terre Shardana. Anche ieri è mancato il quorum del 51% necessario per deliberare sulla nomina del liquidatore. Al Losa era rappresentato appena il 35% dei soci, sintomo del clima di sfiducia dovuto al dissesto finanziario generato dalla gestione del precedente consiglio d’amministrazione, su cui ora indaga la procura. Alla riunione è intervenuto Gian Luigi Matta, il consulente dell’assessore regionale all’Agricoltura che ha assicurato la collaborazione della Regione con il chiaro intento di dare continuità amministrativa al Gal.

Il funzionario ha quindi prospettato tempi brevi per l’attivazione di una struttura tecnica formata da personale di Laore e Argea e deputata alla gestione di tutti gli aspetti legati all’attuazione del piano di sviluppo locale. Un nodo ancora da sciogliere è invece quello relativo alla copertura delle spese dovute al liquidatore, risorse che per una società, di fatto in stato di liquidazione com’è il Gal, è difficile reperire. La Regione ha chiarito che gli oneri di liquidazione non sono rendicontabili, ma potrebbero essere rimborsati se fosse costituito un fondo sociale che attraverso partite di giro consentirebbe ai soci di recuperare il denaro anticipato.

Gian Luigi Matta ha chiesto questo sforzo al Gal nella prospettiva di rendere quello della liquidazione un processo reversibile. Il presidente dell’Associazione industriali, Giuseppe Ruggiu ha lanciato la proposta di un auto-finanziamento procapite anziché il più oneroso pro-quota. Il presidente Cesello Putzu convocherà l’assemblea nel giro di due settimane invitando tutti alla massima partecipazione. All’ordine del giorno la liquidazione volontaria, che pare essere la soluzione più accreditata ma non l’unica caldeggiata. Sebastiano Muscas ha suggerito di ricapitalizzare la società per poi modificarne la forma giuridica, mentre Francesco Mura ha annunciato che, «Visti le assenze e il menfreghismo di gran parte dei soci» proporrà di portare i libri contabili in tribunale.

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