«Mi hanno colpito con tanti pugni, poi sono svenuto»
ORISTANO. Sul volto arrossato sono ancora ben evidenti i segni delle percosse e sul collo la strisciata lasciata da una fune che ha rischiato di provocargli un mortale soffocamento. Negli occhi scuri...
ORISTANO. Sul volto arrossato sono ancora ben evidenti i segni delle percosse e sul collo la strisciata lasciata da una fune che ha rischiato di provocargli un mortale soffocamento. Negli occhi scuri si nota ancora il colore del del sangue pesto. La voce è ancora rauca, ma fa cogliere la rabbia di Salvo Cannavò. «Non ci si può fidare più di nessuno, nemmeno dei conoscenti – racconta mentre sta seduto su una sedia della stanza da pranzo, proprio dove aveva consumato il modesto pranzo con i suoi aggressori –. Stavo rientrando a casa quando li ho incontrati proprio in piazza Mariano. Ci conosciamo da parecchio tempo e, vista l’ora, gli ho detto di venire a casa per mangiare un piatto di pasta».
Emanuele Pinna e Francesco Mele hanno quindi accolto l’invito dopo aver comprato alcune birre in un bar. Poi hanno pranzato, bevuto e chiacchierato sino a quando nella casa è scoppiato l’inferno: «Uno dei due si è alzato e mi ha coperto la testa con un asciugamano – ha raccontato Salvo Cannavò –, mi hanno spinto entrambi a terra e colpito più volte alla testa. Poi mi sono sentito soffocare quando mi hanno stretto qualcosa sul collo. Ho fatto in tempo a mettere due dita per proteggermi da quella trappola e poi ho sentito delle mani che mi sfilavano i soldi dalla tasca. Da quel momento in poi non ricordo più».
Per i due amici è stato facile avere la meglio della loro vittima, visto che Salvo Cannavò ha un fisico minuto e gracile e per di più la stretta della corda gli ha fatto perdere i sensi. «Mi sono ritrovato in ospedale pesto e dolorante – ha aggiunto –. Sapevano che avevo ritirato proprio il giorno prima la mia indennità e così evidentemente hanno messo in atto questo miserabile agguato. In questo mondo disgraziato non puoi mai sapere cosa ti può accadere».
La sua testimonianza dal lettino dell’ospedale ha però permesso ai carabinieri di individuare gli aggressori, che già in passato avevano avuto a che fare con le forze dell'ordine. Emanuele Pinna, era rimasto coinvolto in un traffico di sostanze stupefacenti e denunciato anche per spaccio, mentre Francesco Mele ha alcune denunce soprattutto per danneggiamento. Salvo Cannavò ha voluto ringraziare la badante della madre, «Mi ha trovator e ha dato l’allarme». (e.s.)
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