La Nuova Sardegna

Oristano

l’inchiesta È chiusa

Studentessa accoltellata, ragazzo nuorese sotto accusa

di Enrico Carta
Studentessa accoltellata, ragazzo nuorese sotto accusa

ORISTANO. L’aveva accoltellata di fronte al cancello di scuola. Ora, dopo quattro mesi di carcere minorile a Quartucciu, si troverà di fronte al giudice. La procura del tribunale dei minori di...

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ORISTANO. L’aveva accoltellata di fronte al cancello di scuola. Ora, dopo quattro mesi di carcere minorile a Quartucciu, si troverà di fronte al giudice. La procura del tribunale dei minori di Cagliari ha infatti chiuso l’inchiesta sull’assurda aggressione avvenuta il 31 maggio a pochi metri dall’ingresso dell’istituto Industriale Othoca. Doveva essere una giornata come mille altre, tra i banchi di scuola, invece divenne quella in cui il dramma sfiorò le due giovani vite.

Lui, un ragazzo del Nuorese, lei, una studentessa di un paese dell’Oristanese. Si erano conosciuti proprio dentro quelle aule e quegli androni e il ragazzo aveva, nella sua mente, fantasticato una storia d’amore con la compagna. Ma quell’amore non era mai stato corrisposto. E la risposta fu, appunto, quel coltello che ferì la ragazza all’addome.

Tentato omicidio, dice l’avviso di fine indagine. Non c’è stata quindi alcuna marcia indietro da parte della procura minorile che contesta anche il reato di stalking, perché le avance e quelli che per la legge vengono intesi come «atti persecutori» andavano avanti da parecchio tempo soprattutto con messaggi inviati al telefonino. Per la procura minorile ci sono anche aggravanti da contestare. L’accusa ritiene che il ragazzo abbia agito con premeditazione e quindi l’aggressione fosse stata pianificata precedentemente. In più ci sono da considerare i futili motivi – il rifiuto di avere una relazione sentimentale – che a loro volta vengono considerati come aggravante.

Fossimo in un procedimento che non vede coinvolti minorenni, si parlerebbe di anni di carcere di condanna, visto che non ci sono dubbi su chi sia stato l’autore dell’aggressione avvenuta di fronte a decine di altri studenti e al professore che aveva anche provato a fermare la fuga dello studente dopo le coltellate. Il processo per i minorenni è però molto diverso. Nei prossimi giorni, l’avvocato difensore del ragazzo, Gianfranco Siuni, scioglierà il nodo sul tipo di rito processuale che verrà scelto. E sin qui nulla di differente rispetto ai processi per maggiorenni. Le differenze riguardano invece la pena che potrebbe non essere detentiva. In carcere il ragazzo ha affrontato il percorso rieducativo ed è seguito costantemente dagli assistenti sociali. In caso di condanna, che appare difficile se non impossibile da evitare e di questo ne è consapevole lo stesso ragazzo, ci dovrebbe essere l’istituto della messa alla prova, pena alternativa alla detenzione in carcere e che, a sua volta, prevede il proseguimento del percorso rieducativo.

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