La Nuova Sardegna

Oristano

Perdite e bollette, artigiani di Cabras sul piede di guerra

di Claudio Zoccheddu

Lettera di fuoco all’amministrazione comunale: «Segnalati i guasti, ma non riparano e ci chiedono i conti»

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CABRAS. Sono una trentina e non hanno peli sulla lingua. Gli operatori della zona artigianale si sono schierati contro l’amministrazione comunale colpevole, a loro dire, di aver abbandonato il Piano degli insediamenti produttivi.

La goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo da tempo è arrivata qualche giorno fa.

«Abbiamo ricevuto una pretestuosa e provocatoria richiesta di verifica delle utenze e degli allacci alla rete idrica», scrivono al Comune gli imprenditori che lavorano nella zona artigianale, «infatti, siamo stati noi a segnalare le perdite copiose delle condotte che servono il Pip. Una rete idrica su cui il Comune non è mai intervenuto e, anzi, ha attivato un procedimento di verifica sulle nostre utenze».

Le perdite, soprattutto quelle in via del Lavoro che sono visibili da mesi, sono state segnalate all’amministrazione che, per tutte risposta, è partito a caccia di eventuali ammanchi imputabili agli utenti.

La rete colabrodo, poi, sarebbe una piccola sciagura per chi ha necessità di utilizzare l’acqua ma non può farlo per via di una portata insufficiente e una pressione non adeguata.

Disservizi che devono essere imputati al Comune che, come ricordano gli artigiani: «è obbligato a garantire l’idoneità e l’efficienza delle rete idrica che serve la zona Pip».

La pazienza, come l’acqua, è dunque agli sgoccioli. Proprio per questo motivo nella piccata missiva inviata dagli artigiani al comune c’è spazio anche per altre lamentele.

«Ricordiamo che hanno l’obbligo di realizzare e completare tutte le opere di urbanizzazione come le strade, i marciapiede, l’impianto fognario, la rete idrica, l’impianto di acqua industriale e tutte le opere che servono a dare decoro al Pip, tra cui le aree verdi».

Una lista di impegni rimasta per la gran parte disattesa. Il Pip di Cabras ha il volto della terra di nessuno, tra erbacce e pali della luce abbattuti nel goffo tentativo di ripulire il ciglio di una strada.

«Tra l’altro – scrivono ancora gli artigiani – c’era una delibera che prevedeva come i proventi dell’alienazione di alcuni lotti fossero reinvestiti nel Pip. Parliamo di centinaia di migliaia di euro che però sono stati destinati altrove. Anche per questo motivo annunciamo che ricorreremo alle vie legali per tutti gli interventi che sarebbero dovuti essere realizzati ma che invece sono rimasti sulla carte».

I tempi per una class action in piena regola e in grado di far tremare il Comune, dunque, sono maturi.

E non resta che attendere la replica dell’amministrazione comunale alla dura nota di protesta del gruppo di artigiani del paese lagunare.

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