Un genitore è disoccupato? Niente ludoteca per il figlio
Con novecento domande presentate per le cinque strutture comunali, risultano cinquanta gli esclusi L’assessore Obinu garantisce modifiche al regolamento per garantire di più i genitori senza lavoro
ORISTANO. Quasi novecento domande, molte di più rispetto all’anno scorso e le ludoteche della città si scoprono insufficienti. Sono quasi una cinquantina, infatti, i bambini esclusi dalla graduatoria del Comune per l’inserimento nei progetti formativi delle strutture.
Il sovrannumero di domande riguarda le ludoteche di San Nicola e Torangius: nella altre tre strutture, di Silì, Massama e Donigala, non pare infatti si siano rivelati problemi di questo tipo.
Come era facilmente prevedibile, infuriano le proteste da parte dei genitori dei bambini esclusi. Le critiche riguardano soprattutto il regolamento delle graduatorie, che avrebbe causato una serie di ingiustizie, come ad esempio, la differenza di punteggio nel caso di genitori entrambi disoccupati e con invece soltanto uno che lavora.
Il punteggio è pari a zero solo se c’è un genitore disoccupato, punteggio garantito invece, sia se entrambi i genitori lavorano o sono tutti e due disoccupati.
«Il regolamento va modificato perchè ha provocato una serie di disparità e ingiustizie che potevamo evitare», ammette l’assessore ai Servizi sociali, Maria Obinu. «Soprattutto per quel che riguarda l’esclusione dei bambini che già frequentavano la ludoteca. In questo modo, infatti, viene interrotto un percorso formativo ed i genitori hanno tutte le ragioni di protestare. Per questo motivo lunedì in Commissione discuteremo le correzioni che ritengo indispensabili».
Ieri, il telefono dell’assessore comunale ai Servizi sociali, è diventato a dir poco rovente, per gli innumerevoli reclami da parte delle famiglie i cui bambini non sono stati ammessi in graduatoria.
Il caso più frequente riguarda appunto quelle famiglie dove un genitore ha perduto in questi mesi il lavoro.
L’assessore spiega che il regolamento nasceva anche «dalla necessità di non trasformare le ludoteche in ghetti, frequentate ad esempio – dice – solo da figli di genitori entrambi senza lavoro».
Metodo di selezione che però si è rivelato evidentemente inadeguato. Per questo l’assessore si impegna ufficialmente a trovare rimedio alla situazione che rischia di provocare un autentico vespaio.
«Entro dieci giorni mi auguro di riuscire a dare risposte concrete – ribadisce Maria Obinu – la graduatoria sarà riaperta. Probabilmente ci saranno anche bambini che rinunceranno a frequentare i corsi della ludoteca, così qualche posto si libererà fin da subito. Entro la fine di ottobre – conclude il responsabile del settore– confidiamo di sistemare le cose in maniera da cancellare ingiustizie ed esclusioni che, quando riguardano bambini, non sono affatto ammissibili».
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