Attenti ai finti volontari e alla truffa telefonica
Si spacciano per incaricati della Croce rossa e chiedono un’offerta Ma il Comitato provinciale dell’organizzazione avverte: «Non sono autorizzati»
ORISTANO. L’approccio arriva al telefono. Da un lato della cornetta ci sono persone che si identificano come soci della Croce Rossa e chiedono una donazione per l’associazione, dall’altro rispondono sempre persone anziane, probabilmente scelte a tavolino nella speranza di strappare un impegno economico.
Chi chiama, però, non ha nulla a che vedere con la Croce rossa italiana e tanto meno con la sua sezione oristanese: «Purtroppo si tratta dell’ennesima truffa ideata per raggirare le persone anziane – spiega Rosanna Madau, coordinatrice provinciale della Croce Rossa oristanese –. In questi giorni abbiamo ricevuto alcune segnalazioni che raccontano episodi di questo tipo e ci siamo organizzati per avvisare tutti: la Croce rossa di Oristano non sta effettuano alcuna raccolta di fondi e, soprattutto, non lavoriamo mai al telefono quando si tratta di chiedere donazioni».
Quando la Croce Rossa chiede l’aiuto della popolazione lo fa dopo aver segnalato l’iniziativa alla questura e utilizza solo personale che indossa la divisa e che, munito del tesserino di riconoscimento, si presenta fisicamente nelle piazze. In questo caso, invece, i truffatori lavorano sull’impegno di donazione stabilito al telefono.
Il modus operandi dei telefonisti ricalca quello di tanti raggiri, con un accorgimento: chi si spaccia per un socio della Croce rossa entra in azione solo dopo aver stabilito, e contrattato, un accordo economico con la vittima.
Una strategia confermata da Rosanna Madau: «Funziona proprio così. Chiedono un impegno al telefono e poi passano a riscuotere. Le vittime sono sempre anziani, meglio se soli». Per fortuna, questa volta, l’allarme è scattato prima che qualcuno cadesse nel tranello teso dai furfanti col vizio della telefonata: «In realtà siamo stati avvisati da una badante che ci ha raccontato il succo delle strana telefonata ricevuta dalla persona che segue tutti i giorni – racconta ancora la coordinatrice della Croce Rossa oristanese –. Una telefonata molto strana che ha fatto scattare la curiosità della badante che, come si dovrebbe fare in questi casi, ha subito contattato la nostra sede per chiedere conferma di quello che le era stato raccontato».
Una conferma che non è mai arrivata, ma che ha fatto scattare il tam tam dei volontari e che ha salvato la signora da una truffa tanto classica quanto frequente. E ritornano utili, quindi, le consuete raccomandazioni che invitano a non fidarsi di richieste di denaro sospette e comunque non identificabili in modo chiaro.
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