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Oristano

Concordato chiuso, su Fenosu l’incognita del bando di vendita

di Enrico Carta
Concordato chiuso, su Fenosu l’incognita del bando di vendita

In settimana vertice in Provincia per decidere sulla cessione: va stabilito il prezzo per i possibili investitori nella società

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ORISTANO. Provincia, Comune e Regione attorno allo stesso tavolo. E anche se all’ultimo il Comune ha dato forfait per via di altri impegni non rimandabili, per Fenosu è stato compiuto un altro passo importante come quello dell’approvazione del Bilancio, in attesa di quello cruciale dal quale si capirà se gli aerei decolleranno ancora oppure se l’aeroporto rimarrà inchiodato al suolo.

In settimana ci sono infatti due scadenze fondamentali. Il liquidatore Alberto Annis concluderà la pratica del concordato preventivo. All’appello manca un unico creditore col quale ci sarà una transazione – la firma è una formalità –. Dopo di che lo stesso liquidatore uscirà di scena e la questione diventerà squisitamente politica.

Sempre in settimana, invece, i soci della Sogeaor si riuniranno per iniziare a scegliere la strada da seguire per la vendita della società di gestione dell’aeroporto. È questo, il vero scoglio da aggirare e sull’esito è inevitabile che ci siano non poche preoccupazioni. La principale riguarda la speranza che ci sia qualcuno disposto a scommettere sull’aeroporto oristanese e che voglia investire dei denari. Quanti? La domanda per ora non può avere risposta perché il bando non è pronto. La Provincia ha una cifra in mente, ma per ora il presidente Massimiliano De Seneen non la svela.

Alla presentazione del bando si arriva dopo aver avuto delle audizioni con alcuni esperti, i quali hanno consigliato di presentare un prezzo dal quale partire per rilevare le quote della Sogeaor. Un bando ad offerta libera viene però ritenuto controproducente. Ci sarà quindi una somma dalla quale partire e se non ci saranno offerte alla prima tornata, il bando verrà riproposto con offerte al ribasso rispetto alla cifra di partenza stabilita.

Altro nodo da sciogliere è quello, alquanto intricato, delle licenze. «Per ora sono sospese – spiega il presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen –. Riattivarle sarà compito di chi prende in gestione l’aeroporto, che dovrà ripristinare tutti i requisiti richiesti dall’Enac, tra cui quello dell’assunzione dei lavoratori». Questo significa che al prezzo dell’offerta pubblica, chi rileverà l’aeroporto dovrà tirare fuori molti soldi in più sin dall’inizio della nuova avventura.

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