La Nuova Sardegna

Oristano

«Fenosu? Meglio treni per Elmas»

di Enrico Carta

L’assessore Deiana sta con l’Enac. Caterina Pes: «Spesi soldi inutilmente per evitare il fallimento»

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ORISTANO. Sogno o meglio utopia senza ali per arrivare là, dove si sarebbe voluto. La bastonata dell’Enac chiude, probabilmente in maniera definitiva, le ambizioni di grandeur dell’aeroporto di Fenosu. Chi voleva l’aereo a dieci minuti da casa deve inchinarsi di fronte alla lettera inviata dall’Ente nazionale per l’aviazione civile e soprattutto di fronte all’ormai palese impossibilità di far funzionare l’aeroporto senza trasformarlo in una macchina mangiasoldi. Tanto più ora che le licenze non sono esattamente quelle che si credeva(?) di avere in mano.

La lettera dell’Enac. Il giorno dopo il richiamo fatto alla Sogeaor, rivolto in particolare alla Provincia che è il socio di ampia maggioranza, la situazione segue una rotta ben precisa. La società va venduta solo dopo che l’Enac abbia messo la sua paternità sull’operazione che ha voluto ufficialmente bloccare per evitare che la Sogeaor mettesse all’asta qualcosa di cui non è in possesso, ovvero le licenze per i voli di tipo commerciale.

Le reazioni politiche. Dopo le perplessità del presidente della Provincia, Massimiliano De Seneen, sulla mossa dell’Enac, gli altri commenti sono decisamente più critici o probabilmente più realistici. Non volano, ma tengono ben saldi i piedi per terra sia l’assessore regionale ai Trasporti Massimo Deiana sia chi siede in parlamento. È proprio Caterina Pes a sollevare un interrogativo pesante: «L’operazione per evitare il fallimento è stata fatta per salvare qualcosa o per salvare qualcuno? Sono state fatte delle campagne elettorali spendendo proprio l’immagine di Fenosu e ora ci ritroviamo di fronte a un evidente fallimento di strategie».

Per salvare l’aeroporto, operazione che ha avuto sempre la Provincia in prima fila, sono stati spesi quasi cinque milioni di euro considerando sia il concordato preventivo con il quale sono stati parzialmente ripagati i creditori sia le varie ricapitalizzazioni della Sogeaor fatte tutti coi soldi pubblici. E allora vien da chiedersi a cosa o forse a chi ha giovato l’operazione salvataggio a tutti i costi. «In ogni caso auspico che il territorio non venga ulteriormente penalizzato. Nell’incontro che avevamo avuto al Ministero era apparso chiaro che certi passaggi non potevano essere evitati, ma si è voluto prescindere dall’Enac e queste sono le conseguenze. Ora si guardi in faccia la realtà e si studino strategie condivise ed efficaci», conclude.

L’assessore regionale. La realtà non è solo quella della lettera, che sicuramente non fa palpitare di stupore il cuore dell’assessore regionale ai Traporti Massimo Deiana. Chiaro e netto nel suo giudizio: «Meglio avere la possibilità di arrivare a Elmas in mezzora potenziando il servizio ferroviario che un aereo a dieci minuti da casa, con le condizioni che abbiamo visto tutti e che poi hanno causato il danno economico enorme». E allora per Fenosu esiste ancora un futuro? Altrettanto secca è la risposta: «C’è una struttura che va salvaguardata però serve un piano per sfruttarla. Non spenderei un centesimo per voli di linea, cargo, low cost e continuità territoriale per Fenosu. L’aeroporto non può stare nel mercato a quelle condizioni, mentre puntare sull’aviazione generale, su scuole di volo di forze di polizia o di protezione civile e antincendio o ancora su attività ludiche come il paracadutismo potrebbe avere delle buone ricadute economiche. Non voglio ammazzare Fenosu, ma non possiamo andare al di sopra dell’Enac. Questo aeroporto non rientra nei piani nazionali e regionali dei trasporti, poi se qualcuno riesce a strappare promesse o addirittura fondi che non possono essere mai spesi, faccia pure il demagogo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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