La Provincia dovrà risarcire l’ingegnere demansionato
ORISTANO. Il giudice della sezione lavoro del tribunale ha accolto il ricorso ed ha condannato l’amministrazione provinciale a risarcire tutte le competenze arretrate e il pagamento delle spese...
ORISTANO. Il giudice della sezione lavoro del tribunale ha accolto il ricorso ed ha condannato l’amministrazione provinciale a risarcire tutte le competenze arretrate e il pagamento delle spese processuali. La vicenda ha visto contrapposti l’ingegner Carlo Todde, difeso dall’avvocato Massimiliano Illotto, e l’amministrazione provinciale, difesa dal proprio legale Antonio Bardi. L’ente pubblico non aveva voluto riconoscere al tecnico l’incarico di alta professionalità ricoperto e con esso il relativo trattamento economico.
La sentenza emessa dal giudice, Salvatore Carboni, costerà ora alle asfittiche casse dell’ente di via Carboni decine di migliaia di euro che vanno ora rivalutati in base agli indici dell’Istat e a questi vanno aggiunti gli ottomila per le spese processuali.
La vicenda era venuta alla luce nel 2011 quando la giunta provinciale aveva ridefinito la nuova struttura burocratica dell’amministrazione. In quell’occasione, oltre a non aver riconosciuto all’ingegnere Carlo Todde l’alta professionalità, acquisita in oltre vent’anni di lavoro nell’ufficio tecnico, aveva abolito addirittura il servizio progettazione e direzione lavori edilizia riducendolo a semplice ufficio. Come ha rilevato il giudice, il professionista «era stato privato della responsabilità del servizio tecnico che aveva assunto al momento dell’espletamento del concorso pubblico». Ci si è quindi trovati di fronte a un demansionamento. Nella sentenza, inoltre, emerge come il piano della nuova struttura burocratica, studiato per tredici mesi, con apposito decreto di incarico del presidente della Provincia al segretario generale, non fosse un perfetto modello organizzativo, anche per via delle modifiche apportate successivamente alla stessa struttura.
Secondo il giudice l’ingegnere possedeva requisiti prescritti e ha operato come responsabile del servizio tecnico in tale veste, portando a compimento attività di progettazione di lavori pubblici e di direzione dei lavori. Ha poi continuato, inoltre, a svolgere le mansioni precedenti, per cui il declassamento del servizio tecnico a semplice ufficio, appare del tutto irrazionale, e non rispondente a logiche di buona amministrazione.
Nella sentenza, infine, viene ricordato come l’edilizia scolastica e la tutela dell’ambiente «settori interessati dalle competenze professionali del ricorrente, rappresentano le principali competenze della Provincia ed appare pertanto del tutto irrazionale che al responsabile dell’ufficio tecnico, in possesso del diploma di laurea in ingegneria, iscritto all’albo provinciale degli ingegneri, venga negato il riconoscimento dell’alta professionalità». E così il risarcimento è servito.
Elia Sanna
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