La Nuova Sardegna

Oristano

Da tutta l’isola per un posto part time in Comune

di Caterina Cossu
Da tutta l’isola per un posto part time in Comune

Ieri la prova pratica con più di 100 partecipanti L’obiettivo? L’impiego di istruttore direttivo amministrativo

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ORISTANO. Un solo contratto part time da 18 ore settimanali, ma a tempo indeterminato. Datore di lavoro, il Comune di Oristano, per l’impiego come istruttore direttivo amministrativo da destinare al settore Programmazione e gestione delle risorse, servizio Patrimonio.

Per alcuni potrà sembrare aramaico, ma tratto in termini elementari vuol dire un posto fisso e statale. Per sempre (forse). Sono stati in 195 a presentare subito domanda agli uffici comunali, appena uscito il bando, e ben 106 si sono presentati ieri pomeriggio entro le 16 davanti ai cancelli della scuola media numero 4. Una partecipazione consistente e in tempi di crisi è difficile restare indifferenti. «Sapevo che tutti, giovani e meno giovani, stiamo attraversano tutti un periodo di difficoltà, ma vedere così tanta gente in fila per un posto part time è certamente una sorpresa anche per me», commenta Angelica vicino alle inferriate rosse. Lei è oristanese, ha 25 anni e, come molti nel cortile della scuola, ha conseguito una laurea in Giurisprudenza un anno e mezzo fa. «Da allora sto costantemente cercando lavoro e non nascondo che ci sono grosse difficoltà a trovarne — aggiunge —. So che le percentuali statistiche di riuscita di questo concorso sono basse, ma mi aspetto un posto di lavoro assegnato in maniera meritocratica e regolare».

L'età media degli aspiranti dipendenti comunali sembra aggirarsi attorno ai trent'anni e sull’ingresso attende la prova anche Valentina, venticinquenne di Cossoine. «Ci sono tantissimi che, come me, giocano fuori casa, non è una cosa da sottovalutare — fa notare —. Io mi sono laureata a luglio e ho cercato lavoro per tutta l’estate, in realtà non ho totalmente abbandonato le speranze su questo posto. Vorrei iniziare almeno a fare esperienza, gettare le basi della mia preparazione professionale sul campo. Giurisprudenza purtroppo ormai è una laurea a doppio taglio, utilissima per accedere ai concorsi, ma diventata ormai un grande contenitore che sembra più ostacolare che aiutare a trovare un posto di lavoro».

Ieri la prova scritta teorica, un tema di diritto, e oggi quella teorico pratica, che molto probabilmente riguarderà la redazione di un atto. Tra i candidati più tranquilli c'è Ester, che viene da Ales e di anni ne ha 32, anche lei laureata un Giurisprudenza. «Ho già esperienze di contratti anche con enti pubblici, ma sempre a tempo determinato o a progetto, oltre che alcune collaborazioni con studi legali. Bisogna ingegnarsi e da questo concorso, così partecipato, non mi aspetto nulla se non il suo regolare svolgimento».

A vedere il lato positivo di questa grande partecipazione è soprattutto l’assessore comunale al Bilancio, Giuseppina Uda, che ha accolto i candidati assieme alla commissione esaminatrice. «Chi si avvantaggia di un gran numero di candidati è certamente l’Ente, che sarà sicuro di scegliere davvero il più qualificato e meritevole per quella posizione lavorativa» sottolinea Giuseppina Uda. Una riflessione sulla crisi è tuttavia d’obbligo. «Quel che sorprende è un numero così ampio per un concorso di categoria D, ovvero per accedere al quale bisogna essere laureati — fa notare l’assessore —. Significa che anche tra chi ha proseguito nella sua formazione specializzandosi e prendendo un titolo di studio ulteriore oggi subisce la crisi e ha difficoltà a piazzarsi nel mercato del lavoro».

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