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Oristano

Pollini e campi magnetici per scoprire l’età dei Giganti

di Claudio Zoccheddu
Pollini e campi magnetici per scoprire l’età dei Giganti

Cabras, il sito di Mont’e Prama un “modello” per l’archeologia e per diverse applicazioni scientifiche Una sorta di laboratorio a cielo aperto dove poter sperimentare nuovi strumenti e tecniche

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CABRAS. L’obiettivo è chiaro: datare con precisione ogni reperto. Il sito di Mont’e Prama è pronto a diventare un laboratorio a cielo aperto in cui verranno sperimentate alcune tecniche innovative di datazione dei reperti rinvenuti durante gli scavi.

L’esatta cronologia dei giganti di pietra, e dei ritrovamenti collegati alle statue, permetterà quindi di fissare nel tempo la costruzione, lo sviluppo e le distruzione di quello che potrebbe essere stato un santuario monumentale di età nuragica. Ovviamente, per venire a capo dell’enigma e per cancellare l’uso del condizionale nelle descrizione del sito, è necessario l’impegno di un’equipe di esperti pronti a mettere sul campo anche idee e intuizioni che possano garantire risultati precisi. Il professor Gaetano Ranieri, geofisico dell’Università di Cagliari, sarà ovviamente della partita. «Per il momento sono poco più che idee, ma molto presto proveremo sul campo nuove tecniche di datazione che ci potranno permettere di confrontare i dati per stabilire con più precisione la cronologia del sito», ha detto ieri Ranieri.

Oltre alla datazione con il carbonio 14, a Mont’e Prama verranno sperimentati altri tre tipi di esami. Infatti, verranno compiuti esami radiometrici, magnetici e pollinologici. Il principio, per quanto complicato, è simile in ogni nuova metodologia di datazione: «Proveremo a confrontare i materiali rinvenuti nelle tombe con quelli che stanno sul terreno. La differenza tra le quantità degli elementi che indaghiamo nei reperti ci potrà dire quali sono i periodi storici di riferimento», ha spiegato il geofisico.

In altre parole, gli archeologi faranno una comparazione tra la composizione degli elementi nei reperti rivenuti nelle tombe e quelli che invece sono sul campo per valutare, misurando le differenze e calcolando i tempi di deterioramento, le differenze d’età. L’indagine esaminerà le cariche radioattive e magnetiche nei metalli alcalino-terrosi e le quantità di polline conservate nei reperti.

Una volta raccolti, i dati verranno confrontati: «Lo ribadisco, siamo ancora sul piano delle idee. Anche se, già oggi, assieme alla dottoressa Paolo Pittau inizieremo a valutare la questione pollinologica».

La nuova ipotesi di lavoro arriva dopo l’esperimento di una scansione del terreno con una termocamera montata su un piccolo pallone aerostatico: «Purtroppo siamo stati disturbati da una tempesta che ci ha permesso di incamerare i dati solo durante una delle due giornate di indagini», ha concluso Gaetano Ranieri.

Insomma, Mont’e Prama è destinato a diventare un sito di primo piano anche per la sperimentazione scientifica.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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