Ok dalla Regione: l’asilo di Terralba riprende l’attività
Il servizio per l’infanzia sospeso dal patto di stabilità L’assessore Murtas: «Sacrifici, ma ce l’abbiamo fatta»
TERRALBA. L’asilo nido è ripartito. Dopo la lunga attesa e le preoccupazioni dei genitori che avevano iscritto i propri figli, arriva finalmente la buona notizia, sia per i bambini che per i conti del Comune. Grazie al patto verticale concesso dalla regione infatti le attività dell’asilo nido sono ripartite e i circa 40 bambini che si erano iscritti a inizio anno hanno finalmente avuto il loro primo giorno di scuola. Ora anche le famiglie che vogliono iscrivere il proprio bimbo solo per alcuni mesi o una parte dei giorni della settimana potranno farlo. «Anche se con grandi sacrifici, anche se in ritardo, finalmente ce l’abbiamo fatta» commenta l’assessore ai servizi sociali Alessandro Murtas, «la Regione ci ha concesso degli spazi di manovra all’interno del patto di stabilità, perciò pur dovendo rinunciare ad altri servizi sempre a causa del patto, siamo riusciti a far partire questo importantissimo servizio». Il servizio, che doveva partire il 1 ottobre, non era stato avviato a causa del patto di stabilità: la normativa infatti dice che non si tratta di un servizio essenziale, quindi se avviando il servizio si fosse sforato il patto, la corte dei conti poteva chiedere agli amministratori i danni erariali. Per risolvere il problema l’amministrazione ha chiesto alla Regione un “bonus”, uno spazio virtuale che consentisse una soglia in cui sforare il patto, in modo da far partire il servizio. Una pratica, questa del “patto verticale” concesso dalla Regione, necessaria a tanti comuni per poter uscire dalle ferree maglie del patto di stabilità, e che ha anche concesso alla giunta di approvare il bilancio, scongiurando così il rischio di commissariamento del comune. «È paradossale che Governo e Regione riconoscano l'alto valore educativo dei nidi d'Infanzia e vogliano incrementare il numero delle strutture che operano sul territorio nazionale ma, allo stesso tempo, attraverso i tagli ed i minori trasferimenti facciano mancare ai comuni le risorse con cui garantire i servizi all'infanzia» commenta l’assessore Murtas, «ciò non bastasse il colpo di grazia viene inferto dalle norme di finanza pubblica che limitano e paralizzano la spesa degli Enti locali». Sono recenti le dichiarazioni di Renzi sul miglioramento degli asili nidi, e l’arrivo di 21 milioni di euro alla regione per rafforzare i servizi all’infanzia. «Ogni anno per noi è sempre più difficile mantenere in vita il servizio. Da una parte si voglio costruire nuovi 1000 asili nido e dall'altra si soffocano quelle amministrazioni che con sacrificio e lungimiranza lo garantiscono. La speranza è che sia Governo che Regione non si focalizzino soltanto sull'apertura di nuove strutture ma volgano il loro sguardo a tutela delle importanti realtà operanti sul territorio».(c.d.)
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